
ARCHIVIO blog31.1.03
Davvero
giusta la libertà per la Franzoni?
La notizia è di nemmeno un'oretta fa, la Franzoni resta in libertà:
i magistrati non hanno ritenuto che la 'mamma di Cogne' possa in
qualche modo nuocere ad alcuno, e quindi non hanno accettato le misure
cautelative richieste dall'ordinanza del Tribunale del Riesame.
Non sono invece d'accordo sulla libertà della Franzoni molti
commenti lasciati sul forum di studenti.it:
Bisognerebbe
evitare un nuovo probabile delitto: se è stata veramente Anna Maria
Franzoni ad uccidere il figlio Samuele,[.] è probabile che perda
ancora il controllo delle sue facoltà. é una donna da tenere sotto
controllo [.] in conclusione rinchiuderei la madre in carcere e
lasciare il figlio alla tutela del padre..
Ma c'è anche chi non si fida del padre di Samuele, e lo metterebbe in
carcere insieme alla moglie, e chi si preoccupa del futuro del
figlio nato da qualche giorno.
Al povero innocente spetta una vita d'inferno, e
una
madre ed un padre fuori di testa....solo a persone con disturbi
psicologici può venire in mente di avere un altro figlio dopo una
tragedia simile.........
è un atteggiamento ambiguo...in parte sembra che con questo terzo
figlio vogliano sostituire Samuele ed in parte sembra tutto fatto
apposta per evitare almeno per un pò il carcere....
Quasi un'altra trovata pubblicitaria, dunque, quella dei coniugi
Lorenzi di mettere al mondo un altro figlio. Forse hanno voluto
commuovere l'Italia, (almeno quelli che non si sono stufati
della vicenda), certamente hanno commosso i magistrati.
Controcorrente rema ancora qualcuno, convinto che la vicenda si
chiuderà a tarallucci e vino: La
madre non andrà in galera come è giusto che sia e lui farà una vita
normalissima...al max sarà un pò scombussolata all'inizio, quando
lui sarà troppo piccolo per capire, ma con l'andare del tempo questa
storia verrà dimenticata da tutti e sia lui sia i suoi genitori
avranno una vita come tutti noi mortali..
Finora ci ha preso bene, ma dopo?
Io toglierei
da casa gli oggetti contundenti, non si sa mai...
30.1.03
Il mio
Topometro segna quasi cinque chilometri. No, non è il tachimetro
della mia macchina, quella a dire il vero non ce l'ho neanche...
Sono i chilometri percorsi dal mio mouse da dieci giorni a questa
parte, cioè da quanto ho installato il Topometro, programmino che
misura i chilometri e la velocità del "cammino" del mouse
sul desktop. E' una cazzata, lo so, ma a volte le cazzate fanno bene,
come oggi a lezione di Analisi 2 la storia del mattone, della piuma,
dei capelli, della forfora e dell'anoressico: per la serie
non-so-che-cacchio-dirvi-per-farvi-capì-la-matematica. E il prof.
Corbo ha fatto uscire fuori una bella cazzata.
E se anche voi volete installare questo gadget semi - inutile, lo
potete trovare qui.
28.1.03
Il
"nero" avanza
Ahivoglia a condoni tombali e pseudo - iniziative simili per
incentivare a pagar tasse, per così dire, "arretrate":
l'evasione è un fenomeno di massa, e sono pochissimi in Italia i
lavoratori autonomi che non hanno mai praticato una prestazione in
nero. Gestori di piccoli attività commerciali, tubisti, elettricisti,
riparatori di elettrodomestici, montatori di infissi, falegnami,
muratori, eccetera, eccetera, eccetera: l'elenco è gigantesco, le
fatture emesse meno.
Qualcuno si scandalizzerà a leggere le mie affermazioni, ma lo invito
ad andare a leggere i redditi dichiarati da tali categorie di
professionisti.
Se ancora non vi viene in mente l'ufficio dove carpire tali
informazioni, potete semplicemente andare in un qualsiasi A.DI.S.U.,
azienda per il diritto universitario, e leggere le liste degli idonei
a ricevere la borsa di studio.
Devo premettere tre cose.
Primo, parlo così perché non sono risultato idoneo, anzi la domanda
per l'assegno milionario non l'ho nemmeno fatta, in quanto chi
nella mia famiglia riceve uno stipendio è dipendente e non ha potuto
in alcun modo "maneggiare" la dichiarazione dei redditi. Secondo:
non scambiate questo discorso come la predica di un tizio che trasuda
bontà e onestà da tutti i pori: se avessi avuto un padre lavoratore
autonomo sarei stato ben felice di dichiarare nella mia domanda
redditi ridicoli; in altre parole. Se lo fanno gli altri, a maggior
ragione io faccio peggio.
Terzo punto, il più importante: non vorrei fare di tutta l'erba un
fascio, il mio rispetto va a coloro i quali sgobbano dalla mattina
alla sera per uno stipendio da fame, e giustamente all'A.D.I.S.U.
rivendicano i loro diritti.
Detto ciò, è bene fare un esempio pratico:
Tizio ha il padre che gestisce una ditta a conduzione familiare che
ripara e vende elettrodomestici, stipendio annuo di una 35.000 euro,
ne dichiara sì e no una quindicina. Caio ha il padre imprenditore
agricolo che lavora in una piccola azienda con delle terre di sua
proprietà, due case di proprietà, stipendio annuo di 30.000 euro,
dichiarati solo dieci o dodicimila. Sempronio ha il padre dipendente
statale che percepisce 20.000 all'anno, ha una sorella che ne
guadagna 18.000 e che vive in un'altra città, in una casa in affitto
rigorosamente in nero. La sorella di Sempronio, che come ho detto vive
a diversi chilometri di distanza, non porta nemmeno un centesimo nel
nucleo familiare di Sempronio, però risulta il contrario in quanto è
un componente della famiglia ( e non può trasferire il suo domicilio
perché l'affitto è in nero). Sempronio dovrà dichiarare quasi
30.000 (i ventimila del padre + la metà del reddito della sorella).
Risultato: Tizio e Caio ricevono la borsa di studio, Sempronio no.
E non ditemi che sono tutte cretinate. L'identikit di Tizio, in
reddito e professione, corrisponde ad una mia compagna di classe alla
ragioneria (studentessa fuori sede alla Sapienza, 4.000 euro di borsa
di studio annui), Caio ai miei tre cugini (tre!!), ognuno porta a casa
duemila euro all'anno senza pagare un euro di tasse, io corrispondo
al caso di Sempronio.
Cornuto e mazziato, dunque. E senza una lira.
27.1.03
Mi viene
da sorridere nel vedere come tutti i giornali riportino con cura
maniacale i particolari relativi alla fine della gravidanza di
Annamaria Franzoni. "Il piccolo sta bene, e pesa tre chili e
ottocento grammi".
E qui ci sta bene un chissenefrega. Ma forse i giornalisti pensano che
la gente dica: "Ah, ma che bella notizia. Ad un anno
dall'uccisione del proprio figlio, la cara mammina ha rimpiazzato il
bambino che è venuto a mancare, proprio un anno fa. Adesso il
frugoletto sta bene, e la famiglia si è ricomposta."
Alla storia mancherebbe il finale "e tutti vissero felici e
contenti", e probabilmente così spera la cara mammina e il super
avvocato. Ma la storia, ahimè, non finirà né quest'anno né il
prossimo. E a noi toccherà sorbircela con tutti questi
"interessantissimi" particolari.
"Beato
te."
Al mio ennesimo "beato te", urlo liberatorio da vittima di un
sistema crudele ed ingiusto qual è quello dell'assegnazione delle
borse di studio, Haitan risponde con la mia stessa arma.
Naturalmente non mi sto zitto, e gli faccio capire quello che lui ha e
io non ho mai avuto: motorino, auto, paghetta mensile, telepiù,
quattro milioni netti all'anno di borsa di studio.
Ma perché sfogarmi con lui? Lui in fin dei conti non ha fatto nulla:
è per questo che gli chiedo scusa, anzi, VI chiedo scusa.
A tutti voi che avete vissuto un'infanzia felice, a voi che non vi
manca nulla, a voi che avete una famiglia al quale avete dato e
ricevuto affetto, a voi che avete una casa decente, a voi che non
siete stati abbandonati a voi stessi, a voi che beati e fieri
rimarrete in famiglia fino a trent'anni senza che nessuno vi dica
niente: scusatemi, scusatemi tanto.
Perché dietro il mio sorriso, c'è invece tanta amarezza, e il mio
unico sfogo è quel 'beato te', quell'invidia per non aver
vissuto in un mondo che voi tanto giudicate normale, e per me così
normale non lo è stato mai.
Ognuno ha i suoi problemi, in famiglia, e io mai mi permetterei di
lamentarmi con nessuno, mai e poi mai, per rispetto del mio
interlocutore, che dovrebbe sorbirsi una valanga di mali di cui non è
responsabile e che non può risolvere, e spero che altrettanto
facciano gli altri con me: a stento trattengo i miei, di problemi,
figuriamoci quelli degli altri.
Haitan, d'altronde, è un tipo a cui non mancano i problemi, e quel
'beato te' non significa obbligatoriamente che lui ha meno
problemi di me, per carità: vuole dire invidia perché lui, con
quella maschera di ghiaccio, quell'espressione serafica, da persona
che non prova fatica, li nasconde meglio.
Dove voglio arrivare con questo discorso non lo so nemmeno io, vi ho
voluto dire il perché, ogni tanto, mi esce dalla bocca quella strana
frase. Una frase da pazzoide, quasi come il "siete tutti maiali"
di Cianiello, uno dei matti del mio paese, che sembra non esprimere
nulla, ma che, invece, sintetizza il tutto.
25.1.03
Ah, sembra
che Ludik sia riuscito ad 'aggiustare' il guestbook. potete dunque
tornare a scrivere e leggere i commenti sul suo libro
degli ospiti.

Se n'è andato l'Avvocato, un brillante industriale, un uomo
elegante, un grande italiano, il primo tifoso della Juventus, l'uomo
della Fiat, tra i maggiori responsabili della rinascita industriale
del nostro Paese, un pezzo di storia italiana, l'ultimo imperatore;
in una sola parola: è morto Gianni Agnelli.
21.1.03
E hai
capito, quel porcone di Ludik.
Stavolta Dauìd aveva ragione: aprendo il guestbook
del sito di Ludik vieni catapultato alla visita forzata di siti
erotici.
E sottolineo forzata. I siti (già, perché non è uno solo, ma
addirittura una ventina, mossi a rotazione) vengono visualizzati sullo
schermo grazie a famigerati pop - up multipli che ti risucchiano in
un forsennato gioco di mouse da cui non ne esci più: appena clicchi
per chiudere una finestrella ne compaiono altre due, fino allo
sfinimento.
I nomi dei siti sono alquanto pittoreschi e la dicono tutta sul loro
contenuto:
mangasesso.com, belleinfermiere.com, generazionemanga.com,
superpoppe.com, schizzate (e non si riferisce certo all'essere
fuori di testa) .com, sfondatanale.com, asiatissime.com
cinemaguardone.com, mondopompino.com.
Davvero incredibile. Conoscendo Ludik, giurerei che lui non c'entra
niente, non si abbasserebbe a 'sporcare' il suo sito con roba del
genere. Io l'ho fatto, con il mio ex - sito
galloimmenso.supereva.it, ma era un solo sito a cui si accedeva
tramite un banner (nulla a che fare con le immagini esplicite dei siti
sopraccitati) da cliccare, e quindi chi NON voleva entrare nel mondo
del sesso (ahimè, a suon di decine di euro di bolletta), ne rimaneva
fuori.
Ma quello che succede sul guestbook di Ludik è al limite
dell'illegale. E continuo a parlarne proprio perché sono convinto
che lui non c'entra nulla. Sarà l'opera di qualche hacker
informatico che ha creato, indisturbato, un collegamento a catena sul
guestbook del malcapitato Luca. E ogni volta che qualcuno accede al
guestbook, magari solo per leggere qualche nuovo commento, puf! entra
in gioco la macchina infernale. Che per i lettori di Ludik significa
grandi scocciature (ricordo che ogni qualvolta si apre un sito si
aggiorna la cartella 'cronologia' e si salva un cookie sul pc),
per Ludik una perdita di stile e per il 'pirata'. soldoni in
vista.
Sono proprio curioso di come andrà a finire questa faccenda. E a
quelli di voi che sono deboli di cuore e non vogliono imbattersi in
siti erotici, che stessero lontani dal guestbook di Ludik. Almeno per
il momento.
Poveri
ingegneri!
Tra i difetti (moltissimi) che ha questo nuovo ordinamento
universitario è che il tempo è poco e ai prof. non è rimasto altro
che spiegare, spiegare e spiegare e centellinare anche i minuti che
hanno a disposizione. Ma c'è a chi piace parlare, ovvio, anche ad
Ingegneria. E chi fa chiacchiere (che poi chiacchiere non sono,
parlare degli effetti della riforma universitaria, il come era
l'università prima, e come con la riforma ci siamo "messi al
passo" delle altre universitarie europee è interessante) dove con
'chiacchiere' intendo, nella mia facoltà, tutto ciò che non sia
esclusivamente formule, teoremi e dimostrazioni, è visto male, come
un perditempo.
Ma forse ogni tanto una barzelletta, per staccare un po', è
salutare. Magari rimanendo in tema, e prendendo in giro gli stessi
ingegneri.
Come fa Simone
sul suo blog, con una pagina tutta dedicata alle barzellette sui
matematici, fisici ed ingegneri e alle loro attitudini sociali.
Leggetevi questa:
Per una ricerca scientifica un ingegnere, un fisico ed un
matematico vengono rinchiusi in tre stanze serrate dall'esterno,
lasciando a disposizione dei malcapitati solo carta e penna, e si dice
loro di trovare la maniera di uscire di lì.
L'ingegnere misura le dimensioni della porta, trova il punto debole e
riesce a sfondarla, uscendo praticamente subito.
Il fisico studia con attenzione la porta e dopo molti calcoli trova il
carico di rottura del materiale di cui e composta la porta e riesce a
sfondarla.
Il matematico però non esce...
Allora gli scienziati decidono di aspettare ancora; dopo alcuni
giorni, decidono di aprire la porta, convinti che il matematico sia
ormai morto.
Quando aprono, trovano infatti il matematico morto, al centro della
stanza, in un mare di fogli.
Ne prendono uno e vi leggono: "Supponiamo per assurdo che la
porta sia aperta."
20.1.03
Acqua
salubre?
In una delle tre o quattro e - mail quasi quotidiane a cui Sabelli
Fioretti mi ha abituato già da qualche giorno, si riprende
l'argomento dell'acqua minerale:
"gli italiani spendono quasi 5 mila miliardi di lire per
acquistare una cosa che si trova gratis in natura e che quasi gratis
esce dal rubinetto".
A mio modo ho già affrontato l'argomento, cercando di confutare
l'opinione di coloro i quali bevono l'acqua di rubinetto e a tutti
i costi vogliono convincere che la loro scelta è quella più salubre
ed economica. Aggiungo che è anche questione di assuefazione, chi è
stato abituato a bere l'acqua di rubinetto non passerà mai alla
bottiglia da 30 centesimi al litro povera-di-sodio pubblicizzata in
televisione e viceversa. E inoltre devo dire che adesso è il momento
peggiore per cominciare a 'convertirmi' all'acqua di acquedotto:
piena di cloro com'è (inutile negarlo, al contrario di quanto dice
Claudio) e dal colore tendente al marrone (parlo dell'acqua che esce
dal mio rubinetto e dai rubinetti dei gaetani, non potabile secondo il
Comune) berla sarebbe un suicidio.
Conquistata
la stelletta gialla
nelle transazioni di E
- Bay!!!
Per chi non lo sapesse, E - Bay attribuisce una stelletta di un
particolare colore a seconda del numero delle transazioni terminate
con successo.
E a proposito di stellette o immagini o icone che accompagnano il
proprio nick name, per esempio in una chat, lo sapevate che si
chiamavano 'avatar'?
Io non lo sapevo, l'ho letto in una e - mail della newsletter di Tuttinudi.della
serie: perché io non guardo solo la foto della bella gnocca (pardon,
modella) che è allegata all'e - mail, io leggo anche quelle tre o
quattro righe scritte da Penelope.
19.1.03
Triste
ricorrenza.
Un anno fa lasciava questo mondo, a soli 19 anni, un mio caro compagno
di classe della ragioneria, stroncato da un male terribile.
"Credevo che esistesse un unico meraviglioso mondo; credevo che a
popolare quel mondo ci fossero soltanto i miei sogni; non pioveva
dolore, non arrivava mai la notte in quel mondo.
Un giorno il cielo ha cominciato a tuonare. Non era mai capitato; era
qualcosa di sconosciuto e m' inquietava. Quel meraviglioso mondo altro
non era che una mia invenzione, bella e piacevole, ma rimaneva
un'invenzione destinata a perdersi nel buio labirinto della
malattia."
17.1.03
Campione
di sfortuna
Giornata storta per il povero Gaetano, uno dei due "aviatori"
amici delle 99
posse girl. Per scrivere l'elenco completo delle sue
vicissitudini non basterebbe una pagina di quaderno: perde
l'abbonamento Cotral sull'autobus, arriva il controllore e gli
viene fatta la multa; perde i guanti; perde le chiavi del motorino; un
compagno di banco, nel tentativo di accendersi una sigaretta in
classe, gli brucia il foglio con su un disegno di educazione tecnica
che per farlo ci aveva messo più di una settimana, arriva la prof.,
non crede all'accaduto e gli mette quattro; lascia in bianco il
compito di matematica; perde l'autobus del ritorno per soli trenta
secondi.
E tutto questo in una mattinata: figuriamoci cos'altro gli capiterà
fino alla fine della giornata.
Da parte mia so che è venerdì 17, ma non credo alla sfortuna. O
forse sì.
16.1.03
No alla
violenza, ma Adel Smith è un fanatico
Veniamo alla vicenda del pestaggio, in diretta tv qualche giorno fa su
Telenuovo, di Adel Smith, che credo non abbia bisogno di
presentazioni.

Il
forum del sito tgcom.it riporta un coro quasi unanime, e cioè
quello di cittadini italiani cattolici e non che condannano la
violenza, ma con sdegno si oppongono alle dure affermazioni del leader
dell'Unione Musulmani d'Italia, che, come giusto riporta Leonardo
nel suo blog, "è un personaggio preoccupante, sedicente
presidente di un'associazione che al massimo rappresenta 4-5
persone. La condanna per la sua aggressione non deve far dimenticare
che è una figura che fa della provocazione la sua ragion
d'essere" (Hamza Piccardo, segretario dell'Unione Comunità
Islamiche).
Stesso discorso, con diverse parole, tratto anche dalla bacheca
di kontrokultura.
Ma torniamo al forum di Tgcom.it. Condivido appieno l'opinione di
Gianluca, che, pur condannando senza dubbio il vile episodio di
violenza messo in atto ieri sera negli studi di Telenuovo, ritiene
che l'atteggiamento del signor Smith sia molto grave e
provocatorio...se una persona cattolica si permettesse di dire in un
paese a maggioranza islamica ciò che Smith ha detto in questi giorni
sul Papa, sul crocifisso, su Gesù, credo che non verrebbe pestato, ma
fatto fuori immediatamente!!!.
Sulla religione non si scherza, cari miei.
Chiaramente c'è gente che ci va giù pesante: Gianmarco è uno di
questi, e la sua opinione da simpatizzante di Forza Nuova è
chiaramente di parte.
Penso che l'aggressione di ieri sera sia frutto dell'esasperazione
della gente di fronte alle offese del leader islamico. Mi preoccupano
le accuse fatte ai ragazzi, colpevoli di avere dei forti ideali sulla
famiglia e sulla religione, che si preoccupano per il futuro dei
nostri figli. Se uno di destra difende i propri diritti in Italia è
razzista, se uno di sinistra carica i poliziotti è pacifista. Spero
che i cittadini italiani abbiano più fiducia in Forza Nuova in
futuro.
Evitiamo le facili conclusioni, "La retorica destra/sinistra
applicata al pestaggio in diretta di Smith e addirittura la
distinzione tra noglobal buoni e fascisti cattivoni"come dice
Ludik, che però, in
un suo intervento nel blog,conclude con "e voi che vi
indignate non avete ancora capito che all'opinione pubblica fanno più
paura i "noglobal che spaccano le vetrine" e i "famigerati
blecc-blocc" piuttosto che un gruppo di fascisti che va a dargliele
a un figlio di Allah che in fondo se le è andate a cercare? Non vi
siete accorti che i sovversivi in Italia sono quelli indagati per
"compartecipazione psichica" durante manifestazioni di piazza e
non i colpevoli di apologia di fascismo?" .
Nessun riferimento alle dichiarazioni dello stesso Smith, (che per uno
strano rigurgito di conoscenze scolastiche da Adel è diventato Adam
Smith, il padre della teoria economica moderna) ma solo che "è
stato aggredito e pestato" (anche se il numero degli aggressori è
fortemente esagerato: addirittura 38, quando i presenti erano 23, di
cui solo 6 erano parte attiva del pestaggio) e adesso ha "quattro
giorni di prognosi per Smith colpito alla fronte, per il suo
assistente invece pugno all'occhio sinistro, botte in varie parti
del corpo e otto giorni di prognosi.". Poverino, ho veramente
compassione per lui.
D'altro canto lui, Adel Smith, dice che
si
presenterà alle prossime elezioni.
Sempre che il suo partito sopravviva per tutto questo tempo. Leggo
infatti dal sito
di Andrea Fracassi, che a sua volta linka il
sito del consigliere di AN Silvia Ferretto Clementi, addirittura
una petizione per lo scioglimento dell'Unione dei Musulmani
d'Italia e ancora perché nessuna associazione islamica possa
usufruire del contributo dell'8 per mille fino a quando non prenda
una netta e chiara presa di posizione contro la violenza, il fanatismo
e la guerra santa.
Per giustificare tutto ciò viene fatto ricorso all'art. 8 della
Costituzione, che garantisce la libertà di culto e di
organizzazione di tutte le confessioni religiose diverse dalla
cattolica in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico
italiano. [.] Se è giusto quindi garantire la libertà di culto è
altrettanto doveroso impedire che i diritti civili, politici e
religiosi sanciti dalla Costituzione Italiana vengano impunemente
calpestati.
Guai in vista per Smith, fanatico in cerca di pubblicità, dunque, ma
anche per i ragazzi di Forza Nuova responsabili dell'accaduto. Sei
di loro sono stati messi agli arresti domiciliari: loro si difendono,
spacciandosi quasi eroi
da medaglia e chiedendo che lo stesso Smith sia perseguito
per istigazione all'odio religioso, per le sue dichiarazioni offensive
alla religione cattolica.
Ho chiesto a Pamela
delle 99 posse girl, bella diciassettenne già pienamente formata
politicamente, cosa ne pensasse dell'accaduto. Mi ha risposto:
"Ma li hai visti?Potevano avere si o no sedici, diciotto anni.
Ragazzini senza un ideale, che seguono il branco, istigati alla
violenza, alla repressione di tutto ciò che è diverso dal loro
credo, sempre che si possa dire così.
Ma la colpa non è loro, è di quelli che permettono loro il
tesseramento, quelli che gli fanno il lavaggio del cervello".
Passare dal torto alla ragione, ricevere la solidarietà degli
italiani sarebbe il massimo: hanno comunque utilizzato la violenza,
sono da condannare, anche se il fine può essere più che legittimo.
Come lo stesso Smith aggiunge: "Da più di un anno e mezzo sono
ospite di trasmissioni tv, lo scambio di opinioni con i miei
interlocutori è stato spesso vivace, ma non si era mai arrivati alle
mani o peggio. E' segno che la nostra ideologia, la nostra dottrina è
più forte, perché chi cerca di confutarla non riesce e quindi passa
agli insulti e alla violenza. Nessuno, a parole, ha dimostrato finora
che sto sbagliando".
E allora speriamo che qualcuno faccia la voce grossa, ma senza alzare
le mani.
Non
posso certo lamentarmi.
Dopo cinque anni di scuola, cinque anni di lotte, autogestioni, di
proteste, di scioperi per avere aule decenti, passare all'università,
in cui si pagano fior fiori di quattrini di tasse (e lo dico perché
io non sono certo uno di quelli che riceve la borsa di studio, e non
studio gratis, anzi) e rivivere quella stessa situazione è un incubo.
Ma dai discorsi che molti amici miei, studenti a Roma o a Latina,
costretti a seguire i corsi nei cinema o, peggio, in aule che ne
potrebbero contenere, al massimo un sesto degli studenti che, in
quelle situazioni altamente disagiate, seguono le lezioni.
Emblematica è la situazione a Latina: leggo dal Messaggero di qualche
giorno fa che la sede di viale Le Corbusier si sta degradando ed è
ormai assolutamente insufficiente per contenere contemporaneamente (da
rabbrividire) le facoltà di Economia, Ingegneria e Scienze. Si hanno
a disposizione solo 2.000 metri quadrati, mentre gli studenti di
Ingegneria sono più di mille. Quindi ogni studente ha a disposizione
solo 2 metri quadrati di spazio, quando ne dovrebbe avere 12 (standard
europeo per Ingegneria).
Io mi ritengo fortunato. Perché se sì, devo sorbirmi ore di autobus
ogni giorno per raggiungere la facoltà, almeno studio e seguo le
lezioni in un edificio nuovissimo, con aule spaziose e laboratori di
tutto rispetto. Viva Cassino!!!
15.1.03
Ero andato a Cassino, lezione di Analisi 2, corso che poi
abbandonai perché allora dovevo ancora passare analisi uno: il prof.
non viene, un cartello avverte (come al solito in ritardo) che la
lezione quel giorno non si sarebbe tenuta. Compagna di viaggio anche Dammi tre parole, che, appresa la notizia, se ne andò immediatamente
col diretto delle dieci. Io rimasi, invece, per risolvere qualche faccenduola burocratica e fare qualche fotocopia. Alla fine, tra tempo
trascorso e autobus persi perché erano zeppi come mai avevo visto, si
erano fatte l'una. Avevo preso un autobus destinato ad arrivare a
casa alle cinque del pomeriggio, ma non lo sapevo. Dopo una quindicina
di chilometri, a San Giorgio, ecco che il bus si ferma. "Si sarà
rotto il motore" , penso. Macchè. L'autobus era rimasto bloccato
dalla poltiglia grigiastra di neve, ghiaccio e sporco che attraversava
per chilometri l'asfalto. Nessun spargisale era passato, e
l'autobus, naturalmente, non aveva le catene.
Non mi persi d'animo. Dopo aver consumato un panino
sull'autobus e giocato un po' a palle di neve con i miei amici
nelle vicinanze, ebbi la felice idea di camminare nella neve
all'avventura, pensando che dopo un po' la situazione si era
sbloccata e potevamo farci dare un passaggio da qualcuno. Così io e
un gruppetto di sei o sette ragazzi partimmo. Dietro di noi, la neve e
l'autobus. Davanti, una fila enorme di macchine anch'esse bloccate
e un altro autobus. Un altro autobus? Sì, era quello delle 11.15,
quello che avevo perso. Camminando camminando, tra le persone in auto
che ci guardavano stupiti, raggiungemmo un altro gruppo di persone, e
poi un altro, e un altro ancora: riuscimmo a superare persino
l'autobus partito alle 10, quello di Dammi Tre Parole. L'inferno
di ghiaccio si stagliava all'orizzonte, e già un ora e mezza di
cammino ci separava dal nostro autobus:
Alla fine, ad Ausonia o giù di lì, quando ormai la speranza di
uscire dalla superstrada bloccata si era ormai del tutto affievolita,
ecco il miracolo: un anima buona era venuta a salvarci! Il padre di
una ragazza che non conoscevamo, ma che era stata nostra compagna
nell'avventura che si era protratta fino a quel momento, a bordo di
un pickup, si era offerto di accompagnarci fino al bivio per Scauri.
Finalmente il viaggio era arrivato alla fine, finalmente si poteva
andare a casa a cambiarsi quegli abiti fradici e a bere un tè caldo.
In quello strano film era comparsa la scritta 'fine'.
12.1.03
Ehm, il
buonanno, prof. e inizio augurale di un nuovo periodo di 365 giorni,
almeno a termodianmica non c'è stato. E a noi di Telecomunicazioni
manca da ben tre appelli (mai visto un esame con tre appelli
consecutivi tutti bocciati? Eccolo!!!).
riproverò a marzo, adesso voglio solo pensare al nuovo orario e ad
Analisi 2. Basta.
9.1.03
Buonanno
Ci siamo: speriamo che sarà un buon anno, domani a Cassino. O forse
dovrei dire Buonanno, o magari Staffelli. Domani vi spiegherò questo
strano gioco di parole.
8.1.03
Il ponte che rappresenta l'intensa collaborazione e il dialogo fra
l'Europa e il resto del mondo., cito testualmente dal sito
della banca centrale europea) e una cartina geografica europea.
Pezzi di carta senza un anima, piene zeppe di tecnologie anti
falisificazione dai nomi che sembrano tratti da qualche trattato
scientifico: placchette olografiche, striscie iridescenti, inchiostro
otticamente variabile.
Addio dunque a quelle emozioni che ti sapeva trasmettere la figura di
un personaggio come un
Volta,
un
Machiavelli,
un Cortés
o un Freud,
per solo citare i volti famosi di banconote europee: un paio di
occhialetti, una testa calva, due baffoni, una barba lunga, una testa
coronata o con turbante sono più affascinanti di un semplice ponte
con qualche stelletta in basso.
Il ritorno alle banconote "popolari", se realizzabile e possibile,
dovrebbe essere quasi l'antitesi a queste banconote dal sapore
insipido e anonimo (adesso a distinguere una banconota di un paese o
di un altro è solo la prima lettera della serie alfanumerica: per noi
è la 's', per i tedeschi è la 'x', ma questo già
l'ho
scritto sul sito): mi piacerebbe vedere restituito quel tocco di
nazionalità perduto, si potrebbero riciclare gli stessi simboli usati
nelle monete, oppure, perché no, inventarsene altri, dare spazio ai
progetti scartati in precedenza per la faccia nazionale dell'euro.
Con le banconote da 1 e da 2 euro si farebbero contenti non solo i
consumatori, ma anche i collezionisti come me, che troverebbero un
nuovo pezzo da inserire nelle collezioni. E allora? Non resta altro da
fare che aspettare la decisione della banca centrale europea..
Grazie
tante
Ringrazio Ludik per il link (un link è sempre un piacere) nel post
sulla "serata Cocchetto" del 5 gennaio.
Ringrazio a nome mio e di Dauìd,
che però sarà incazzato come un mastino perché mi sono dimenticato
di citarlo io stesso nel mio post sempre sullo stesso argomento.
Scusa.
Se
vuoi, bevi pure...
Adesso che l'acqua c'è in abbondanza, è imbevibile: è la beffa
che sono costretti a subire i cittadini del comprensorio del sud
pontino, più di centomila persone. Dopo la scarsità della preziosa
risorsa a causa del sovraffollamento di quest'estate, adesso a causa
delle numerose piogge di questi ultimi giorni, le sorgenti di
Capodacqua e di Mazzoccolo sono state intorbidate dal terriccio e
dalla salmonella.
Vorrei sapere da Mauro Di Nitto se è ancora del parere che è meglio
bere l'acqua del rubinetto, piuttosto che quella nelle bottiglie.
"Si beve più sano, e si risparmia anche". Non sono d'accordo né
sulla prima né tantomeno sulla seconda conclusione: l'acqua delle
bottiglie è naturale, senza aggiunta di cloro, ed è oggetto di
controlli batteriologici. Lui ribatte: l'acqua di rubinetto è
sicura, a differenza di quella che si vende al supermercato,
confezionata in bottiglie di plastica messe al sole che filtrano
sostanze impure.
Che continui a bere l'acqua di rubinetto, contento lui. spero solo
che quello che risparmia in casse d'acqua minerale non lo spenda in
medicine.per curarsi un'avvelenamento da salmonella.
6.1.03

Si è svolto ieri, a Gaeta, con grande successo nonostante le avverse
condizioni climatiche la manifestazione dedicata agli sciusci gaetani,
che ha visto l'esibizione di numerosi gruppi di ragazzi, adulti e
bambini (qualche nome: Roccocò, Gl' pover' pover', Venimm' da
Casoria, La settima onda blu, L'orchestra gaetana..) con abiti e
strumenti caratteristici, per far rivivere, tutti insieme, la
tradizione centenaria dello sciuscio. A presentare sul palco c'era
Esmeralda Grasso di Radio Spazio Blu e non poteva certamente mancare
Nino "Cocchetto" Granata, il "re" dello sciuscio,
organizzatore della manifestazione negli anni scorsi. Il personaggio,
intervistato da Ludik recentemente, proprio in occasione del vicino 31
dicembre, giorno in cui per le strade di Gaeta, appunto i giovani e
meno giovani vanno casa per casa, negozio per negozio, a cantare e
suonare per augurare buon anno, non ha deluso quelli che lo
aspettavano in un costume particolarmente estroso: quest'anno si è
presentato in veste regale, corona e mantello, rigorosamente in bianco
e rosso, i colori dello stemma gaetano. E non poteva mancare la mitica
sciarpa portafortuna, che in più di un occasione Cocchetto ha toccato
guardando in alto, al cielo, per allontanare le minacciose nuvole e
permettere il regolare svolgimento della manifestazione. Bisogna dire
che la "magia" ha avuto, sì, effetto, ma ad intermittenza, e così
ogni quarto d'ora toccava ai presenti in piazza XIX maggio aprire
l'ombrello e poi, dopo qualche minuto, chiuderlo (anche se c'era
qualcuno che, era tutto assorto dalla gara, lo lasciava aperto,
impedendo la visuale agli spettatori dietro).
Tutto sommato quella di ieri è stato un divertente spettacolo, che ha
messo in luce "l'aspetto burino" di Gaeta (esilarante il momento
dell'esibizione di un anziano amico di Cocchetto, sotto la pioggia
col pubblico fischiante ed urlante, ma non per la gioia, ma per lo
strazio della canzone), ma nel senso buono del termine, come dice
Ludik, cosa che non deve mancare, di tanto in tanto, in una sagra di
paese o in manifestazioni locali come questa.
Appuntamento all'anno prossimo, dunque, e speriamo che alla
tradizione dello sciuscio non si accompagni anche quella del cattivo
tempo.
2.1.03
Capodanno
sottotono in piazza a Gaeta, della serie
non-ho-manco-i-soldi-per-piagne-figurateve-se-vado-a-pagà-50-euro-per-una-discoteca:
gente tanta, tempo rassicurante, peccato per la musica:nei soli due
palchi sopravvissuti (ricordo il primo anno: 5 palchi) poco
coivolgimento del pubblico, deejay che ti fanno cadere le braccia,
nessun cantante di livello. Il gratis che faceva la concorrenza alle
varie discoteche del luogo non esiste più dunque. Speriamo che
l'anno prossimo vada meglio.
Sondaggio
tipicamente post - natalizio, quello che propongo questo mese a
fondo pagina: durante le feste di Natale ti sei strafogato soprattutto
di ...
