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 ARCHIVIO blog
tutti i post mese per mese del blog immenso.splinder.com
Attenzione: alcuni link possono non funzionare, dato che questi argomenti sono stati scritti molto tempo fa.
giugno 2002
30.06.02

Brasile campione, Ronaldo re
Con due gol di Ronaldo che raggiunge Pelè a quota 12 il Brasile porta a casa la sua quinta coppa del mondo. "Dopotutto, si può dire che ha vinto l'Italia: Collina ottimo arbitro della finale e doppietta di un giocatore dell'Inter", commenta mio padre, forse prevedendo il titolo di qualche trafiletto sui giornali sportivi di domani. Sicuramente un mondiale che passerà alla storia, per un motivo o per un altro: arbitraggi non proprio eccezionali (dell'ecuadoregno Moreno si parlerà per anni), rivelazione di squadre mai viste prima, come Turchia, Corea del Sud (e non dimentichiamoci il Senegal), campionissimi buttati fuori subito, come Argentina e Francia. Alcuni diranno che è stato un Mondiale fantastico (non credo che ci saranno spagnoli o italiani ad avere questa opinione) altri che è stato un Mondiale corrotto, torbido.
Pollice alzato o pollice verso, non fa niente, Blatter ha voluto quel che sperava: un Mondiale che non ci dimenticheremo facilmente.

 
Nemmeno un voto, peccato: il sondaggio di giugno è andato malissimo. Forse ad alcuni l'ironia della domanda e delle risposte sarà risultato volgare, altri avranno giudicato il numero delle risposte troppo grande, meglio poche risposte e sintetiche, del tipo "sì" o "no". Per accontentare tutti un argomento più serio e con risposte secche: sei d'accordo con la legalizzazione delle droghe leggere?
Votate..


28.6.02  
È finita, ora gli esami

L'ennesimo disegno dell'artista Tatore souvenir, questa volta sulla lavagnona dell'aula 4, un Paperino e Paperina abbracciati versione un po' sexy con un tocco di matematica umoristica ("qual è" - senza apostrofo, a differenza di quanto sostiene Albini - "la probabilità che attrezziamo? C-I=3" - il che non è una formula, ma un cazzo rovesciato -); Milhouse chino sui libri a studiare; Dauìd che sorprende tutti scavalcando il cancello della facoltà e poi dicendo al custode che è rimasto dentro da ieri; Zio Tatore che è preoccupato per gli esami prossimi; il Bisontino che fa le solite domande al prof. balbettando; Haitan che è restato a casa a studiare perché è disposto a tutto pur di fare tutti e cinque gli esami che gli rimangono, anche scopiazzare di qua e di là.
Sono queste le immagini dell'ultimo giorno di lezione dell'anno accademico ad Ingegneria, lezione di teoria dei fenomeni aleatori, recupero della giornata persa per la partita Italia - Ecuador:
Un ritardo anche consistente rispetto ad altre facoltà, ma che volete farci, ormai ci ho fatto il callo: noi d'Ingegneria iniziamo prima degli altri e finiamo dopo. Adesso un mese per gli esami, io ne dovrei fare sei, missione impossibile.
E non perché non ho voglia di studiare (cosa che dovrei mettere in conto, per la calura che stringe come una morsa la "mite" Gaeta) ma fondamentalmente perché non ho tempo: appelli che si accavallano su appelli, avrei solo una o due giornate per la preparazione di ogni esame. E quindi sei costretto a studiare bene solo uno o due esami ogni quadrimestre, e se tutto va bene che li passi rimani indietro ogni anno di minimo tre esami. E per recuperarli non segui dei corsi che dovresti seguire, e così gli esami si accumulano, si accumulano..
E sto parlando del nuovo ordinamento, con la riforma che avrebbe dovuto far uscire tutti dopo appena tre anni.
La mia non è una lamentela buttata lì a caso, credo che nella mia stessa situazione ci siano un po' quasi tutti gli studenti, e non solo delle facoltà "più difficili": proprio qualche giorno fa sentivo una mia ex - compagna di classe, Lettere a La Sapienza, che è indietro negli studi, e c'è di peggio, gente che ha ancora il libretto vuoto.
Ma nella folta schiera degli studenti - lumache, c'è anche chi è al passo: un plauso a Ludik, Scienze della Comunicazione a La Sapienza, da me sempre preso in giro per la non proprio complessità dei suoi studi universitari: lui gli esami li fa regolarmente.

 
Matematica macabra

"Il numero di incidenti che avvengono giornalmente su una certa autostrada è una variabile aleatoria I con distribuzione di Poissoin e parametro l.
La probabilità che un incidente risulti mortale è pari a p, indipendentemente da ogni altro incidente. Calcolare il numero medio di incidenti mortali giornalieri."

[Esercizio tratto dal libro di teoria dei fenomeni aleatori]



26.6.02  
Cassino [3]

"Dio creò Cassino, poi si accorse dell'errore e inventò la nebbia"
[scritta su un muro a Formia]
 
Cassino [2]

Non ci possiamo proprio lamentare, noi gaetani. Almeno nel nostro piccolo, disordinato amato - odiato paese i semafori funzionano, o almeno quelli principali. A Cassino no. In uno dei più importanti incroci della città, proprio di fronte ad Ingegneria, passaggio di decine di autobus e mezzi pesanti, il semaforo non funziona. Inutili sono stati articoli sul quotidiano locale, lamentele al sindaco: il semaforo è lì, a luci spente, utile come un qualunque palo solo per sorreggere qualche cartellone pubblicitario.
E quando l'asfalto diventa viscido per la pioggia, il pericolo cresce esponenzialmente. Proprio ieri c'è stato un incidente, auto che non rispetta la precedenza, moto - scooter che si ribalta. Niente di grave, per carità, qualche escoriazione per il pilota e tanta paura per il piccolo passeggero dello scooter, ma se non ci si sta attenti può anche scappare il morto.
Maglia nera per il sindaco strafottente. Medaglia d'oro per l'intervento immediato di Mastro Antonio, custode della facoltà.



23.6.02  
Cassino [1]

Ingegneria di Cassino è in ottima posizione nella graduatoria delle facoltà del Censis - La repubblica .
Addirittura ottava tra tutte le università d'Italia per le facoltà d'Ingegneria, molto meglio della Sapienza. In barba a tutti gli snob che dicono che Cassino non vale un fico secco....
 
caldo, caos, esami e mao - mao

Caldo, insopportabilmente caldo. È un'umidità e un'afa che non ti fa ragionare, studiare, non hai voglia di fare nulla.
Intanto vedi la schiera dei mao - mao casertani che affollano le spiagge, che sguazzano nelle acque che proprio quest'anno hanno ricevuto il riconoscimento della bandiera blu, e tu ti incazzi perché il mare quest'anno lo vedrai con il lanternino: giugno all'università per le lezioni, luglio per gli esami, agosto a studiare e settembre altri esami, poi ricomincia un nuovo anno accademico. È la dura legge dell'università (non per tutti, però: Ludik, per esempio, con il suo bel scienze della comunicazione - da molti confuso con la mia facoltà, ingegneria delle telecomunicazioni - dopo i due esamini avrà il tempo di godersela sulla spiaggia, e sarà in vacanza fino a novembre, beato lui). Vittimismi a parte, a me sta anche bene rinunciare alla vacanza (sarei andato a lavorare, ormai credo che la spiaggia la vedrò tra una decina d'anni, se tutto va bene) purché il dazio pagato mi faccia arrivare a settembre con degli esami in meno sul groppone...
A proposito del solleone e del caos dei turisti napoletani, quasi come un rito propiziatorio per far terminare il più presto possibile questa stagione che da sempre ha regalato a Gaeta solo disordine e intasamento di strade (tranne per chi affitta le case ai bagnati, loro sì che amano l'estate), leggetevi questo mio articolo, dal titolo "la liberazione di fine estate" pubblicato nel sito di Ludik 10 mesi fa:

È quasi una festa di liberazione, è una gioia che ti invade l'animo, il ritorno di un silenzio sperato e pregato per 2 mesi e mezzo di caldo opprimente e traffico snervante: è il NO MAO-MAO DAY, è il ritorno a casa degli zulù che hanno invaso il nostro paesetto di mare fino a questo momento. Non che ce l'abbia contro i turisti delle zone casertano-partenopea che affollano i nostri lidi, beninteso: me la prendo solo contro la marmaglia turistica estiva e i conseguenti disagi che comporta la sua accoglienza. Forse non mi riesco a staccare dall'atmosfera della vita da paese, non mi riesco ad abituare al caos da grande città : sarà per questo che a metà settembre circa, con la riapertura delle scuole, con il rinfrescarsi dell'aria, con la fine dei parcheggi a pagamento e delle lunghe file in strada ritorno a respirare aria nuova. E meno male che l'estate dura solo 90 giorni.

Ci pensate a 365 giorni su 365 a sentirti chiamare UEH, SCHCUSATE, CAPO, VAGLIU'. a vedere sulla spiaggia ogni giorno la famigliola - tipo: nonno (maglietta della salute immancabile anche sotto il sole a 40 ° gradi) padre (una pancia che non ti dico che trasborda dal costume a mutanda che mette bene in vista la paposcia), madre (costume intero scuro che dà da mangiare - anzi, tenta di far mangiare - al figlioletto che si sbrodola tutto), il figlioletto (mica tanto "etto": a tre anni pesa già mezzo quintale e frigna come la sirena di un'ambulanza) i 2 o 3 bambini (secondo voi di chi è il pallone - di cuoio, perfino - che ti arriva in faccia mentre stia prendendo il sole?): non posso dimenticarmi che, a completare la scena a metà tra il ridicolo e il patetico sono la radio col volume a palla con il solito Gigi D'Alessio (se tutto va bene! Se ti capita il coatto con Gigione o Mario Merola, buonanotte!) e lei, la mitica frittata di maccheroni DOC, riscaldata sul solito, vecchio, fornellino a gas da terremotati.

D'altronde il mao-mao è inconfondibile, e certe abitudini non cambiano: possono cambiare le targhe, da NA e CE agli incomprensibili AMD2, RW, HN, TK, ma le auto intasate di cianfrusaglie alla Fantozzi, quelle rimangono sempre. Così come quella di parcheggiare in doppia o tripla fila sulle strisce pedonali, pur di non pagare l'euro del parcheggio a pagamento: non fa niente, poi, se si rischia una multaccia 40 volte tanto, è il gusto dell'avventura, lo sprezzo del pericolo che anima questi strani individui.
Non si sa perché, c'è quasi del soprannaturale in questo, ma nel momento in cui decidi di partire per andare, che ne so, a Terracina, a Sabaudia, a Fondi, a Scauri, dovunque pur di scappare di Gaeta, te li trovi davanti, sempre.

Dopo averle provate tutte decidi di andare a metterti l'anima in pace con Dio: in chiesa, per ascoltare la messa. <>, pensi, credendo la tua parrocchia un posto immune dal casino estivo. ERRATO!
Te li ritrovi lì, tutti quanti, gli stessi bagnanti che hai visto la mattina a mare: ciabatte, caviglie ancore sudice di sabbia intrisa di sudore, pareo trasparentissimo per le donne e canottiera sudata per gli uomini: non riconoscerli è impossibile.
<>, ti domandi, mentre tenti, invano, di trovare un posto, facendoti largo a spintoni tra tutte le persone in piedi, manco fosse un concerto di Pino Daniele. Allora cerchi conforto in Don Giuseppe, Don Stefano, Don TizioCaio, insomma il prete della tua parrocchia: ah, guarda un po', c'è una faccia sconosciuta. <
Ma quando ti chiedi cosa hai fatto di male per meritarti tutto questo, arriva il liberatorio settembre: come per magia, l'orda dei vacanzieri ritorna a casa, lasciando, quasi da non crederci, piazze e strade vuote, ombrelloni chiusi, chilometri di spiagge senza un'anima viva. Un'altra estate è terminata. Che sollievo.


 
Già le prime opinioni sul nuovo sito:
grande, sei veramente migliorato, adesso si scarica velocemente, è più chiaro, bravo bravo... [Ludik]
Ma ci sono commenti anche di tutt'altro genere : Haitan la butta giù grossa, definendolo "certamente meno grezzo del precedente, ma con troppe tabelle, un'animazione che fa bloccare il pc al momento del download delle pagine, almeno con quello di prima non si bloccava.".

Che siete esigenti, utenti miei!!!


22.6.02  
T u t t a u n ' a l t r a c o s a

Ore 12. 52 : la nuova edizione del sito galloimmenso.com è finalmente on - line. Più veloce, con una grafica più accattivante, nuovi contenuti, insomma: tutta un'altra cosa.
Per adesso ancora in allestimento la sezione delle gallerie fotografiche, che presto riempirò di foto recenti all'università (anche per chi si è stancato della mia solita foto in costume da bagno qualche annetto fa e qualche chilo fa).
In tempo proprio per soddisfare quelli dell'Immenso.it che qualche giorno fa mi avevano intimato di modificare le tags del sito che violava le leggi sul copiright: speriamo che non si presenti qualcuno con il marchio galloimmenso, perché qui è la fine.
 
I coreani se ne comprano un'altra

"Questa edizione della Coppa del Mondo è la migliore della storia per l'organizzazione e l'impegno"
[Joseph Blatter, Presidente della Fifa]



19.6.02  
"Una maturità più equa"

Esattamente un anno fa ero alle prese con la maturità, scritti di italiano.
Tra le varie opzioni avevo scelto l'articolo giornalistico: "dubbi e paure dello scienziato", con riferimento alla figura di Fermi, scopritore della formula per la realizzazione della bomba ad idrogeno.
Dopo giorni passati a prepararmi, insieme ad un gruppo di fedeli compagni di classe, guidati da Francesco Di Rocco, per la terza prova di economia aziendale, il primo giorno d'esame c'era più l'emozione della novità piuttosto che l'ansia e la preoccupazione per la difficoltà della prova. Ma lascio raccontare come andata quella giornata di un anno fa a chi è più bravo di me a scrivere: Ludik, con il suo diario della classe con gli ultimi ricordi pre e dopo esame.

Il primo "giorno del giudizio" è finalmente arrivato. Stamattina di buon'ora davanti la sede di Calegna e alle 8,00 l'entrata: 26 alunni in un'aula al pianterreno (sezioni G e H), riesco anche a conquistare l'ultimo banco vicino al muro (uno dei pochi non tremanti!). Si vedono molti vestiti sospettosamente "extra-large", Paola arriva in ritardo tirata per le orecchie dall'onnipresente prof. Damiano Di Ciaccio, che si è divertito più di tutti in questo esame, Valentina non si sente bene ma assicura che <>, Sannicandro non rinuncia a mettere sul banco lo stemma della Roma campione. Alle 8,30 circa la presidente Gonnella apre le buste con la stessa circospezione di un prestigiatore. Le famose tracce anticipate da Internet (ma alle 8,55 cosa potevamo più farci?!) mi sono abbastanza piaciute (tranne i due temi classici, piuttosto scontati) e alla fine ho scelto l'articolo sulla musica. È toccato poi a Di Nitto estrarre la temuta lettera per gli orali, esce la M, Gisella va per prima e si dichiara felice.
Comunque, questo debutto agli esami si è rivelato abbastanza divertente, con tante battute (anche irriferibili) e conseguenti interminabili attacchi di risate.

Bei ricordi, senza dubbio, anche se devo confessare che non ritornerei mai indietro.
Esami troppo carichi di ansia, di paura di sbagliare in cui devi fare i conti con la dura legge dell'irreversibilità: quel che è fatto è fatto: non puoi annullare, non puoi chiedere di ritornare al prossimo appello più preparato.

Tutto cambiato, adesso: "l'esame di Stato è più equo" promette la Moratti.
La verità è che con la riforma della Commissione "di parte" totalmente interna, l'esame si è ridotto ad una pagliacciata.
Decisa a tavolino mesi prima del suo effettivo svolgimento, la maturità si è ridotta ad un atto meramente burocratico, con voti praticamente già stampati sul diploma prima di giugno, e il Presidente della Commissione depauperato dei suoi poteri e ridotto ad essere una marionetta dai fili tirati dagli altri prof.
Volevo assistere, io che l'esame, con tanto di commissari esterni, l'ho già vissuto sulla mia pelle, al teatrino di questo colloquio insipido, vuoto, apparentemente perfetto, tanto che non riesci a capire chi avrà il cento e chi il sessanta.
Tutto senza un errore, senza l'emozione di parlare ad un gruppo di prof. che non hai mai visto, e chissà perché proprio della materia che non hai mai potuto sopportare in vita tua.
Addio dunque alle sparate di un Ludik che, interrogato dalla commissaria di matematica, arriva a dire che la derivata di una funzione crescente è negativa; addio al raggelarsi del sangue nelle vene quando la commissaria di italiano vuole sentire un altro argomento che non sia quello della tesina, che mi ero preparato da settimane..
D'altronde, può dire qualcuno, alla fine l'esame, ed in particolare gli orali, con o senza riforma, non compromette quanto lo studente ha costruito nei tre anni di superiori.
E allora, se questo è vero, mi chiedo: perché non aboliamo del tutto la maturità?


18.6.02  
Le pastarelle agrodolci
venduto!!!!!
"Again Cile 1962, altro che 1966", commenta lo Zio a fine partita.
Gli azzurri ci hanno messo il cuore e l'anima, ma non è bastato contro due avversari: la Corea, padrona di casa, e l'arbitro chiaramente mercenario degli asiatici.
Peccato, perché la giornata era chiaramente iniziata che meglio non si poteva: tanta euforia, qualche pastarella per i miei 20 anni, persino la lezione dello spettacolare prof. Ventre - Sasà.
E poi la trasferta al Polo didattico, con un Dauìd ed un Tatore souvenir organizzatissimi: striscione, bandiera, tamburello e 2 trombe da stadio.
Tutto inutile per una partita già scritta, già decisa a tavolino.
"Anche il Giappone doveva passare ai quarti, non è riuscita a comprarsi la partita perché ha arbitrato Collina" continua sempre lo Zio, in uno slancio di patriottismo.
Italia mestamente a casa, Dauìd scioccato e ammutolito, il marocchino di fronte al polo didattico che ripiega la bandiere tricolori e se ne va, strade vuote, la mia trombetta mezza vuota (non mezza piena, ma mezza vuota) abbandonata per sempre in un cassetto, quasi come un trofeo di una disfatta.
E così di questo Mondiale da dimenticare rimane una sola squadra da tifare: la vitalità, la passione, la fanciullezza, la voglia di giocare e divertirsi dei senegalesi.
Arrivederci agli europei del Portogallo, sigh!

 
Collezione euro: mi è arrivato proprio oggi quello del Belgio. Mi manca solo il set dell'Irlanda (ovviamente non conto set introvabili o costosissimi come San Marino, Vaticano o Monaco): chissà se riuscirò a scambiarlo con qualche collezionista.


16.6.02  
Padre Pio
CANONIZZAZIONE DI PADRE PIO
"Beatum Pium a Pietrelcina sanctum esse decernimus et definimus": è santo, è santo, finalmente!!!!!


Che sfida: Svezia - Senegal, che rievoca quasi il riscatto del sud contro il nord, dei neri contro i bianchi, della passione contro la concretezza, ci ha regalato il primo splendido golden - gol a questi Mondiali.
Un'altra partita terminata al di fuori dei tempi regolamentari, Spagna - Eire, con la lotteria dei rigori, sbagli clamorosi e parate degne di osanna.
L'attesa, intanto, per la partita dell'Italia si fa spasmodica: inutile dire che se gli azzurri ci daranno una vittoria, faremo crollare il Polo didattico di Cassino dalle urla di gioia. "Martedì dovete solo scappare, quello che abbiamo fatto giovedì scorso è nulla", promette, sorridendo, il capo - casinaro, Dauìd, ad alcune studentesse di Cassino che l'hanno riconosciuto dopo il "terremoto" del 20 giugno.
 
In preparazione una nuova veste grafica del sito, più semplice, più gradevole da vedere, e soprattutto con tempi di download estremamente più rapidi. Spero di riuscire a pubblicarla per il fine settimana, per adesso ho terminato solamente la sezione dei "personaggi".
ah, a proposito....non posso utilizzare il nome immenso come intestazione per il sito!!: ecco una e - mail del rappresentante dell'immenso.it
Egr Sig Galletti,
la preghiamo vivamente in ottemperenza alla normativa nazionale e comunitaria a tutele di marchi e nomi a dominio, di procedere alla modifica dell'intestazione della pagina e del sito di cui le riporto il link http://www.galloimmenso.com/, modificandone cortesemente anche i meta tag.
Costituisce infatti pregiudizio e decettivitò per la ragione sociale della nostra società, nonchè per il marchio registrato ad essa associato e il relativo nome a dominio.
Sono certo che il rispetto delle norme e delle netiquette non renderanno necessario l'intervento dell'autorità giudiziaria a tutela dei nostri diritti.
Cordiali saluti

ho dunque copiato un marchio registrato, e dovrò modificarlo in galloimmenso. E se utilizzavo "Galletti"? minimo minimo stavo già in galera.....


13.6.02  
E vaiiiii!!!!!
olè olè olèèèèè
Che sofferenza. Alla fine ce l'abbiamo fatta, ringraziando l'Ecuador.
È solo una qualificazione agli ottavi, ma è bella quasi come un titolo mondiale.
Perché dopo l'estromissione di grandi sfortunate come Francia e Argentina, con una Croazia agguerrita e col morale alle stelle per la vittoria ai nostri danni era quasi fisiologico pensare al peggio.
Non che, invece, l'Italia abbia brillato per il suo gioco, "con Totti giù di tono ed un centrocampo incapace di un gioco morbido, plastico del pallone e con il Messico che si permetteva di gigioneggiare e di prenderci in giro", come dice il telecronista alla radio, ma dopo quegli errori arbitrali si meritava di passare il turno.
Zio è ottimista "il Mondiale lo possiamo perdere solo noi"; Dauìd, senza voce e con la tromba ormai scarica dopo aver stordito l'intero Polo didattico ad ogni azione dell'Italia, promette che domani comprerà tre trombe; Tatore Souvenir, l'artista del gruppo, farà un altro striscione, dopo quello con la scritta "Forza azzurri" appeso persino sull'autobus di ritorno; Haitan e Geppe forse ritenteranno una nuova scommessa (sfumati oggi una settantina di euro per colpa della Croazia).
E il sottoscritto spera che, nel giorno del suo compleanno e di quello di Montella, l'Italia gli regali una bella partita e, soprattutto, la vittoria.
Mi sentiranno fino in Giappone, Trapattoni e i suoi?


12.6.02  
Ed anche all'Argentina non rimase che piangere.
"Non c'è due senza tre" disse lo iettatore, alla vigilia della partita degli azzurri. Ma subito venne zittito dal trombone di Dauìd.
Menù della giornata di domani: sveglia alle sei, diretto delle sette ("vuoto, con noi quattro gatti studenti d'Ingegneria come unici stronzi che devono andare a Cassino a giugno e a luglio", come dice lo Zio) , Sasà, Bonolis e poi...
.e poi la partitissima. Incrociamo le dita.


11.6.02  
I CAMPIONI DEL MONDO FUORI DAL MONDIALE.
Zidane e la Francia al tappeto...
Pardon, gli ex - campioni del mondo. Già, perché adesso, nonostante Zidane, sono solo una squadretta da sbeffeggiare e da ridurre allo scherno.
Non so perché, ma sentirsi ripetere dai commentatori televisivi, telegiornali e giornali che la Francia è stata eliminata ai sedicesimi di finale ti risolleva, ti fa sentire forte, quasi ti vendica di quelle due vittorie contro l'Italia, ai mondiali di '98 e agli scorsi europei.
Per quel che mi riguarda, la Francia l'ho sempre avuta di traverso. Saraà perché ha invaso troppo la mia vita: ad iniziare dal fatto che sono stato costretto a studiare il francese, fin dalle medie, contro la mia volontà: sono stato estratto insieme ai miei compagni di classe a formare una sezione in cui si imparava come lingua straniera solo il francese, solo perché, quell'anno, gli iscritti che avevano deciso quella via erano pochi. Per tre anni di medie e cinque di superiori francese, storia della Francia, "le français est une langue importante", la Francia è forte, la Francia ha vinto la guerra, la Francia ha bellissime opere d'arte (chiamalo fesso a Napoleone, che ha trafugato quantità industriali di valori dai nostri musei),è una democrazia solidissima (e intanto i francesi, dopo averci criticato ben bene per l'elezione di Berlusconi, rischiavano il regime con Le Pen), ha i migliori prodotti eno - gastronomici del mondo. Eh no, intollerabile sentire questo: L'Italia in quanto a gastronomia non è seconda a nessuno, solo non si fa rispettare. La Francia controlla e autorizza l'apertura di ristoranti al'estero, inserendo nell'organico del locale chef "doc" francesi. Invece noi ce ne freghiamo, e quindi chiunque può aprire ristoranti italiani all'estero, senza che venga controllato minimamente.
E la Francia di qua, e la Francia di là.
Adesso che la Francia è fuori, se l'Italia dovesse subire lo stesso destino (facciamo le corna), ci sentiremo meno schiappe del previsto.
E se passeremo il turno, un piccolo mondiale l'avremo già vinto: quello della soddisfazione di vedere i nostri cugini d'oltralpe con la bava alla bocca mentre ci guardano col satellite in un Mondiale che non può essere più loro.

 
Strano sogno: passeggiavo per Via Firenze, a Gaeta, davanti a quella che nell'ultimo anno di superiori è stata la mia classe. C'erano tutti, ma proprio tutti i miei ex - compagni di classe nello spiazzale fuori, libri in mano, a studiare: dovevano fare gli esami del quinto, come se fossero stati tutti bocciati, tranne il sottoscritto. E qualcuno mi anche dato del raccomandato.
Sarà che il ricordo degli esami di stato non si sarà cancellato, sarà che tra qualche settimana comincerà il periodo "caldo" (in tutti i sensi) degli esami d'Ingegneria, esattamente ad un anno dal giorno in cui (era il 4 luglio) davo gli orali e davo l'addio alla scuola, però...che strano sogno..
 
"Ciao, tu come stai, pensavo a te, stasera niente al mondo e come noi, tu ridi e, io so perché, c'è sempre il sale nelle lacrime..." [Valeria Rossi]
Ma ha un senso questa frase? Mah...


10.6.02  
Alla fine il Messico ha vinto.
Per guadagnare un posticino in ottavi dovremo sudare.
Speriamo bene. Anche perchè, al Polo Didattico, da dove vedrò la partita, il casino è assicurato, ma senza gol....
La parola d'ordine sarà: Vincere!! E vinceremo..... (ogni riferimento è puramente casuale).
Domani (che peccato , devo andare all'università) intanto sapremo se la Francia farà una figuraccia, "champions du monde" buttati a calci in culo dal Mondiale, oppure no.
Ma già lo so. Con la fortuna che hanno, riusciranno nell'obiettivo ottavi. La radiocronaca la sentirò in autobus, Dauìd permettendo....
 
Ma porcoggiuda. E' un mese che ho questo benedetto blog, e nessun motore di ricerca mi segnala. ho provato con Virgilio, Altavista, Arianna, kataweb, Excite, Google.
niente di niente.....


8.6.02  
Arbitro cornuto...
il pianto
finalmente: dopo 2 settimane di tentativi inutili, sono riuscito ad iscrivermi al sito rateyourmusic.com e ad inserire i commenti al blog.
Proprio durante il secondo tempo dell'Italia, proprio durante il gol di Vieri annullato da un arbitro incapace....
Inutile, qualche minuto dopo, un'altra rete, sempre di Bobo, che sarebbe stato l'eroe d'Italia e del mondiale, se solo quel risultato si fosse bloccato lì.
Alla fine, invece, ha vinto la Croazia. Errori difensivi, aiuti di arbitri "da interregionale, non da serie A come dovevano essere", come dice Vieri a fine partita. E adesso l'Italia rischia di non arrivare nemmeno agli ottavi.
Domani nelle piazze e nei bar potremo divertirci a sentire quello in cui noi italiani siamo più bravi, a buttare giù gli ex - eroi di qualche giorno fa, a prendercela con Trapattoni, perché non ha messo subito in campo Inzaghi.
A bestemmiare l'arbitro, a fare gli scongiuri con quasi una settimana d'anticipo su Messico - Italia (che vedrò insieme agli altri "casinari", con in testa Dauìd, con tanto di trombone da stadio al Polo didattico), a non pensare altro che al calcio.
Ma dopotutto, credo che qualcuno in Italia sarà contento, qualcuno che non credeva agli azzurri giganti del mondiale, che non aveva sopravvalutato la nazionale: come Leonardo che qualche giorno fa, in occasione dell'esordio con l'Equador, scriveva:
"Italia-Brasile, nell''82, e Italia-Argentina, nel '90, sono i due shock che hanno formato il carattere del commentatore sportivo italiano - in un Paese dove i commentatori sportivi sono almeno quaranta milioni. La tendenza all'autodenigrazione, per esempio, deriva da lì: nel 1982 parlammo male dell'Italia e vinse i mondiali, nel 1990 non facevamo che parlare di come fosse forte e li perse. Da allora crocifiggere il CT e la formazione è diventato un vero rito scaramantico, e ne sa qualcosa Sacchi. Per inciso, quattro anni dopo l'Italia fece di tutto per rispettare il copione dell'Ottantadue, con una fase iniziale se possibile ancor più disastrosa. Anzi, forse il romanzo più ricco di colpi di scena della nostra nazionale è proprio USA '94, ma ha il grosso torto di finire male. Perciò di solito ci si ricorda soltanto che Baggio sbagliò il rigore, senza ricordare che fu solo Baggio a portarci fin lì. Da lì in poi la storia non cambia: l'Italia deve giocare male prima di dimostrare che può vincere. Partì male nel '98, giocò malissimo negli europei di due anni fa.
Ma appunto: l'Italia deve giocare male. Se non altro, per rendersi simpatica. Oggi che i calciatori sono dei divi in tutine aderenti, così diversi da quegli operai dell''82, oggi che posano nudi e abbronzati, hanno una sola possibilità di rendersi più umani: perdere, pareggiare, o almeno giocare male
."
Ed è stato accontentato.


7.6.02  
Oltre al danno, la beffa

Continua il dibattito nuovo ordinamento sì, nuovo ordinamento no.
Ore11.30, corso di teoria dei fenomeni aleatori, lavagna riempita di formule, simboli, derivate, integrali, grafici, PDF, CDF, DF, vettori aleatori.
Dopo l'ennesima scena muta all'apparente semplice domanda del prof. "Avete capito, ragazzi?" si alza un ragazzo, tra i più bravi nel gruppone delle matricole.
"Professò, qua non ci capiamo niente, non abbiamo il tempo di studiare, torniamo ogni giorno a casa alle sette di sera, dobbiamo prepararci per tre esami ogni due mesi, senza contare gli esami arretrati.".
Il prof. riflette per qualche secondo, poi sbotta: "Ragazzi, io cosa posso farci, sto andando piano nella spiegazione..preferivate essere al vecchio ordinamento?".
Il coro è unanime: "Sì".
Lops (il professore, alias Bonolis, come già detto nell'ultimo post) sgrana tanto d'occhi, dicendo che la riforma è servita a ridurre il tempo della laurea, prima i più bravi impiegavano sette anni per prendere il benedetto "pezzo di carta", adesso è meglio.
"E' ovvio" continua l'insegnante "che i programmi andavano riformati, dobbiamo darvi delle nozioni in appena tre anni.".
"Sì, ma qua si gioca al suicidio" mi dice, stizzito, Salvatore B. (lo "Zio Tatore" nei personaggi del mio sito), "i programmi non sono stati dimezzati, solo ridotti di un paio di capitoli al massimo, mentre il tempo per studiare è pochissimo.
Con il nuovo ordinamento i tempi per arrivare alla laurea non sono certo tre anni, e se si contano gli anni della laurea specialistica si supera la non invidiabile media del vecchio ordinamento di otto anni".
È per questo che per andare incontro agli studenti (nelle altre facoltà e nelle altre università, ma NON da noi) si organizzano esoneri, esamini, e quant'altro per rendere il tutto più agevole.
"Ma così diventa tutto una pagliacciata, questo punto è come comprarsi la laurea" ribatte lo Zio.
Forse avrà ragione, ma sicuramente le altre università, con anche quattro esoneri per corso hanno una maggiore produttività rispetto a Cassino.
E, per giunta, non solo noi poveri studenti di Ingegneria a Cassino dobbiamo farci il cosiddetto "mazzo" per andare avanti, ma anche dobbiamo subire l'umiliazione di non vederci riconosciuti questi duri anni di studio: per alcuni concorsi (me lo hanno detti in tanti, spero che non sia vero) il titolo rilasciato a Cassino non viene accettato.
Assurdo e ingiustificato per una università al terzo posto in Italia per la didattica, e che come produttività precede La Sapienza, e che in totale è al 21° posto tra tutte le università d'Italia (indagine censis servizi per "La Repubblica" - i dati si riferiscono alla sola facoltà d'Ingegneria, a. a. 99/00).
È veramente deprimente sentirsi dire queste cose, sentire che si sta studiando per niente, mentre in altre università più prestigiose in quanto a nome ma inferiori a organizzazione della didattica, si esce prima, si trova prima lavoro, ma senza sapere nulla o quasi. Che schifo.

 
"La gioia sta nel donare, più che nel ricevere" (scritta apparsa sulla lavagna di un'aula d'ingegneria, la prima che ho trovato da un anno a questa parte eccetto equazioni o espressioni matematiche)


5.6.02  
Esaurita la parentesi festaiola (ma si ricomincerà subito con la festa di San Giovanni, patrono di Formia, il 24 giugno), si ritorna all'Università, oggi calda come non mai, a causa della rottura del sistema di condizionamento.
Buone vacanze alle 99 posse girl & C, tra qualche giorno sullo sgangherato pullman delle sette rimarremo solo noi universitari, anzi solo noi d'Ingegneria.
Non una settimana di tregua, le vacanze non esistono, l'afoso agosto sarà dedicato alla preparazione degli esami da sostenere a settembre.
Per adesso, come al solito, le lezioni dei proff. Luttazzi, Pippo Baudo, Sasà Salvaggio, Staffelli e Bonolis ci aspettano.
No, non mi sono bevuto il cervello (almeno, non ancora): i proff. di elettrotecnica, termodinamica, teoria dei fenomeni aleatori assomigliano, chi più chi meno, ai vip citati prima. Al punto che, ormai, ci siamo quasi dimenticati i veri cognomi...

Ah, a proposito: Haitan mi ha mandato alcune foto dei proff. dei corsi che ho seguito finora. Quella di Corbo (analisi matematica uno) è da pubblicare senz'altro, ovviamente quando riuscirò a dare la sua maledettissima materia...

4.6.02  
Diario Acido




blog non solo da leggere e scrivere, ma anche da disegnare. Come quello che propone diario acido: tante vignette, sui temi più importanti che interessano il mondo dell'attualità. Interessante.


 

 

FORZA ITALIA!!!
Bobo
Prima vittoria dell'Italia, ieri, contro l'Ecuador. c'è chi si lascia prendere dall'entusiasmo, chi calma i "bollenti spiriti".
Studenti.it commenta così la partitona:
Una partita epica. Una vittoria che resterà scolpita nelle memoria e nel cuore di milioni di tifosi italiani. Per non parlare dello stomaco, vista l'ora. La partita inizia sotto brutti auspici. La telecronaca è affidata infatti all'uomo della jella, Bruno Pizzul, e al suo nuovo temibilissimo socio, Giacomo Bulgarelli.
Le squdre scendono in campo. I volti sono tiratissimi. Cannavaro porta ancora con sè il suo nuovo calendario. Suona l'inno nazionale italiano. Il muro azzurro è impassibile. Tutti a fare gli indifferenti. Il momento è solenne, fin quando Pizzul non comincia il suo show individuando addirittura due giocatori italiani che cantano l'inno, e una statua del Buddha che piange vino. Sono soltanto i primi sintomi di qualcosa di ben più grave. [continua]

Sempre sull'Italia, argomento: inno di Mameli non cantato.
Ecco un articolo dal portale Giuda.it:
Non hanno fine gli sproloqui dei telecronisti RAI ai mondiali di calcio. Probabilmente scossi dal fuso orario, da bordocampo si sentenzia: "Cannavaro e Di Biagio hanno cantato l'inno!" mentre lo stavano cantando solo Buffon e (forse) Trapattoni. Ma il peggio era già stato fatto. Durante Spagna - Slovenia tale Tiberti (fonti: i.s.c.j.) commentava: "A proposito della polemica sugli azzurri che non cantano l'inno. Beh, come vedete non sono gli unici: anche gli spagnoli tengono la bocca rigorosamente chiusa durante l'esecuzione del loro Inno nazionale." Ebbene, per chi non lo sapesse (ed è comprensibile che un telespettatore non lo sappia, ma il telecronista dovrebbe evitare certe figure di merda), l'inno spagnolo NON ha un testo. Le parole non sono state mai scritte, non esistono.



2.6.02  
fuochi d'artificio
Un'abbuffata di feste e festarelle, oggi 2 giugno.
Il sacro si mescola al profano: nello stesso giorno, contemporaneamente, festa della Repubblica, Corpus Domini, e, a livello locale, festa di Sant'Erasmo, patrono di Gaeta.
Ieri una piccola anteprima di quello che ritroverò stasera, un bagno di folla, bancarelle, bazar e giostre.
Nelle due passerelle di via Vitruvio, a Formia, e di Lungomare Caboto, a Gaeta, un festival di culi, tette e cosce: ci si ritrova, si passeggia, si vede e ci si fa vedere, eleganti, trendy e ben truccati.
C'è chi si annoia, chi si diverte, chi mangia, chi vuole vedere il "vip" della serata (quest'anno a Gaeta c'è Rita Forte..mamma mia che emozione..), chi spende, chi lavora, chi fa anche il compleanno (auguri ad Haitan, 20 anni, proprio ieri) chi si sente male perché ha mangiato da poco e va sullo shaker, chi è impaziente di vedere i fuochi d'artificio.
È insomma un mondo strano e variegato il protagonista di questa festa: tutti noi, tutti insieme, un po' più belli per gli altri, per una serata con la mente sgombra dai pensieri e con il portafoglio aperto per spendere in gadget inutili e costosi. per la gioia di dire: "c'ero anch'io"....

 
Ho inserito qualche link a siti di bloggatori. Speriamo che qualcuno di questi faccia lo stesso con il mio.
Come si può vedere, ho inserito il mio primo sondaggio. l'ho copiato da fuorissimo, proprio perchè volevo qualcosa di spiritoso. Votate, votate.....

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