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Brasile campione, Ronaldo re
Con due gol di Ronaldo che raggiunge Pelè a quota 12 il
Brasile porta a casa la sua quinta coppa del mondo.
"Dopotutto, si può dire che ha vinto l'Italia: Collina
ottimo arbitro della finale e doppietta di un giocatore
dell'Inter", commenta mio padre, forse prevedendo il
titolo di qualche trafiletto sui giornali sportivi di domani.
Sicuramente un mondiale che passerà alla storia, per un
motivo o per un altro: arbitraggi non proprio eccezionali
(dell'ecuadoregno Moreno si parlerà per anni), rivelazione
di squadre mai viste prima, come Turchia, Corea del Sud (e non
dimentichiamoci il Senegal), campionissimi buttati fuori
subito, come Argentina e Francia. Alcuni diranno che è stato
un Mondiale fantastico (non credo che ci saranno spagnoli o
italiani ad avere questa opinione) altri che è stato un
Mondiale corrotto, torbido.
Pollice alzato o pollice verso, non fa niente, Blatter ha
voluto quel che sperava: un Mondiale che non ci dimenticheremo
facilmente.
Nemmeno un
voto, peccato: il sondaggio di giugno è andato malissimo.
Forse ad alcuni l'ironia della domanda e delle risposte sarà
risultato volgare, altri avranno giudicato il numero delle
risposte troppo grande, meglio poche risposte e sintetiche,
del tipo "sì" o "no". Per accontentare tutti un
argomento più serio e con risposte secche: sei d'accordo
con la legalizzazione delle droghe leggere?
Votate..
28.6.02
È
finita, ora gli esami
L'ennesimo
disegno dell'artista Tatore
souvenir, questa volta sulla lavagnona dell'aula 4, un
Paperino e Paperina abbracciati versione un po' sexy con un
tocco di matematica umoristica ("qual è" - senza
apostrofo, a differenza di quanto sostiene Albini - "la
probabilità che attrezziamo? C-I=3" - il che non è una
formula, ma un cazzo rovesciato -); Milhouse chino sui libri a studiare; Dauìd che sorprende tutti scavalcando il cancello della facoltà
e poi dicendo al custode che è rimasto dentro da ieri; Zio
Tatore che è preoccupato per gli esami prossimi; il
Bisontino che fa le solite domande al prof. balbettando; Haitan che è restato a casa a studiare perché è disposto a tutto
pur di fare tutti e cinque gli esami che gli rimangono, anche
scopiazzare di qua e di là.
Sono queste le immagini dell'ultimo giorno di lezione
dell'anno accademico ad Ingegneria, lezione di teoria dei
fenomeni aleatori, recupero della giornata persa per la
partita Italia - Ecuador:
Un ritardo anche consistente rispetto ad altre facoltà, ma
che volete farci, ormai ci ho fatto il callo: noi
d'Ingegneria iniziamo prima degli altri e finiamo dopo.
Adesso un mese per gli esami, io ne dovrei fare sei, missione
impossibile.
E non perché non ho voglia di studiare (cosa che dovrei
mettere in conto, per la calura che stringe come una morsa la
"mite" Gaeta) ma fondamentalmente perché non ho tempo:
appelli che si accavallano su appelli, avrei solo una o due
giornate per la preparazione di ogni esame. E quindi sei
costretto a studiare bene solo uno o due esami ogni
quadrimestre, e se tutto va bene che li passi rimani indietro
ogni anno di minimo tre esami. E per recuperarli non segui dei
corsi che dovresti seguire, e così gli esami si accumulano,
si accumulano..
E sto parlando del nuovo ordinamento, con la riforma che
avrebbe dovuto far uscire tutti dopo appena tre anni.
La mia non è una lamentela buttata lì a caso, credo che
nella mia stessa situazione ci siano un po' quasi tutti gli
studenti, e non solo delle facoltà "più difficili":
proprio qualche giorno fa sentivo una mia ex - compagna di
classe, Lettere a La Sapienza, che è indietro negli studi, e
c'è di peggio, gente che ha ancora il libretto vuoto.
Ma nella folta schiera degli studenti - lumache, c'è
anche chi è al passo: un plauso a Ludik,
Scienze della Comunicazione a La Sapienza, da me sempre preso
in giro per la non proprio complessità dei suoi studi
universitari: lui gli esami li fa regolarmente.
Matematica
macabra
"Il
numero di incidenti che avvengono giornalmente su una certa
autostrada è una variabile aleatoria I con distribuzione di
Poissoin e parametro l.
La probabilità che un incidente risulti mortale è pari a p,
indipendentemente da ogni altro incidente. Calcolare il numero
medio di incidenti mortali giornalieri."
[Esercizio tratto dal libro di teoria dei fenomeni aleatori]
26.6.02
Cassino
[3]
"Dio
creò Cassino, poi si accorse dell'errore e inventò la
nebbia"
[scritta su un muro a Formia]
Cassino
[2]
Non ci
possiamo proprio lamentare, noi gaetani. Almeno nel nostro
piccolo, disordinato amato - odiato paese i semafori
funzionano, o almeno quelli principali. A Cassino no. In uno
dei più importanti incroci della città, proprio di fronte ad
Ingegneria, passaggio di decine di autobus e mezzi pesanti, il
semaforo non funziona. Inutili sono stati articoli sul
quotidiano locale, lamentele al sindaco: il semaforo è lì, a
luci spente, utile come un qualunque palo solo per sorreggere
qualche cartellone pubblicitario.
E quando l'asfalto diventa viscido per la pioggia, il
pericolo cresce esponenzialmente. Proprio ieri c'è stato un
incidente, auto che non rispetta la precedenza, moto -
scooter che si ribalta. Niente di grave, per carità, qualche
escoriazione per il pilota e tanta paura per il piccolo
passeggero dello scooter, ma se non ci si sta attenti può
anche scappare il morto.
Maglia nera per il sindaco strafottente. Medaglia d'oro per
l'intervento immediato di Mastro Antonio, custode della
facoltà.
23.6.02
Cassino
[1]
Ingegneria
di Cassino è in ottima posizione nella graduatoria
delle facoltà del Censis - La repubblica .
Addirittura ottava tra tutte le università d'Italia per le
facoltà d'Ingegneria, molto meglio della Sapienza. In barba a
tutti gli snob che dicono che Cassino non vale un fico
secco....
caldo,
caos, esami e mao - mao
Caldo,
insopportabilmente caldo. È un'umidità e un'afa che non
ti fa ragionare, studiare, non hai voglia di fare nulla.
Intanto vedi la schiera dei mao - mao casertani che
affollano le spiagge, che sguazzano nelle acque che proprio
quest'anno hanno ricevuto il riconoscimento della bandiera
blu, e tu ti incazzi perché il mare quest'anno lo vedrai
con il lanternino: giugno all'università per le lezioni,
luglio per gli esami, agosto a studiare e settembre altri
esami, poi ricomincia un nuovo anno accademico. È la dura
legge dell'università (non per tutti, però: Ludik, per
esempio, con il suo bel scienze della comunicazione - da
molti confuso con la mia facoltà, ingegneria delle
telecomunicazioni - dopo i due esamini avrà il tempo di
godersela sulla spiaggia, e sarà in vacanza fino a novembre,
beato lui). Vittimismi a parte, a me sta anche bene rinunciare
alla vacanza (sarei andato a lavorare, ormai credo che la
spiaggia la vedrò tra una decina d'anni, se tutto va bene)
purché il dazio pagato mi faccia arrivare a settembre con
degli esami in meno sul groppone...
A proposito del solleone e del caos dei turisti napoletani,
quasi come un rito propiziatorio per far terminare il più
presto possibile questa stagione che da sempre ha regalato a
Gaeta solo disordine e intasamento di strade (tranne per chi
affitta le case ai bagnati, loro sì che amano l'estate),
leggetevi questo mio articolo, dal titolo "la liberazione di
fine estate" pubblicato nel sito di Ludik 10 mesi fa:
È
quasi una festa di liberazione, è una gioia che ti invade
l'animo, il ritorno di un silenzio sperato e pregato per 2
mesi e mezzo di caldo opprimente e traffico snervante: è il
NO MAO-MAO DAY, è il ritorno a casa degli zulù che hanno
invaso il nostro paesetto di mare fino a questo momento. Non
che ce l'abbia contro i turisti delle zone
casertano-partenopea che affollano i nostri lidi, beninteso:
me la prendo solo contro la marmaglia turistica estiva e i
conseguenti disagi che comporta la sua accoglienza. Forse non
mi riesco a staccare dall'atmosfera della vita da paese, non
mi riesco ad abituare al caos da grande città : sarà per
questo che a metà settembre circa, con la riapertura delle
scuole, con il rinfrescarsi dell'aria, con la fine dei
parcheggi a pagamento e delle lunghe file in strada ritorno a
respirare aria nuova. E meno male che l'estate dura solo 90
giorni.
Ci pensate a 365 giorni su 365 a sentirti chiamare UEH,
SCHCUSATE, CAPO, VAGLIU'. a vedere sulla spiaggia ogni
giorno la famigliola - tipo: nonno (maglietta della salute
immancabile anche sotto il sole a 40 ° gradi) padre (una
pancia che non ti dico che trasborda dal costume a mutanda che
mette bene in vista la paposcia), madre (costume intero scuro
che dà da mangiare - anzi, tenta di far mangiare - al
figlioletto che si sbrodola tutto), il figlioletto (mica tanto
"etto": a tre anni pesa già mezzo quintale e frigna come
la sirena di un'ambulanza) i 2 o 3 bambini (secondo voi di
chi è il pallone - di cuoio, perfino - che ti arriva in
faccia mentre stia prendendo il sole?): non posso dimenticarmi
che, a completare la scena a metà tra il ridicolo e il
patetico sono la radio col volume a palla con il solito Gigi
D'Alessio (se tutto va bene! Se ti capita il coatto con
Gigione o Mario Merola, buonanotte!) e lei, la mitica frittata
di maccheroni DOC, riscaldata sul solito, vecchio, fornellino
a gas da terremotati.
D'altronde il mao-mao è inconfondibile, e certe abitudini
non cambiano: possono cambiare le targhe, da NA e CE agli
incomprensibili AMD2, RW, HN, TK, ma le auto intasate di
cianfrusaglie alla Fantozzi, quelle rimangono sempre. Così
come quella di parcheggiare in doppia o tripla fila sulle
strisce pedonali, pur di non pagare l'euro del parcheggio a
pagamento: non fa niente, poi, se si rischia una multaccia 40
volte tanto, è il gusto dell'avventura, lo sprezzo del
pericolo che anima questi strani individui.
Non si sa perché, c'è quasi del soprannaturale in questo,
ma nel momento in cui decidi di partire per andare, che ne so,
a Terracina, a Sabaudia, a Fondi, a Scauri, dovunque pur di
scappare di Gaeta, te li trovi davanti, sempre.
Dopo averle provate tutte decidi di andare a metterti
l'anima in pace con Dio: in chiesa, per ascoltare la messa.
<>, pensi, credendo la tua parrocchia un posto immune
dal casino estivo. ERRATO!
Te li ritrovi lì, tutti quanti, gli stessi bagnanti che hai
visto la mattina a mare: ciabatte, caviglie ancore sudice di
sabbia intrisa di sudore, pareo trasparentissimo per le donne
e canottiera sudata per gli uomini: non riconoscerli è
impossibile.
<>, ti domandi, mentre tenti, invano, di trovare un
posto, facendoti largo a spintoni tra tutte le persone in
piedi, manco fosse un concerto di Pino Daniele. Allora cerchi
conforto in Don Giuseppe, Don Stefano, Don TizioCaio, insomma
il prete della tua parrocchia: ah, guarda un po', c'è una
faccia sconosciuta. <
Ma quando ti chiedi cosa hai fatto di male per meritarti tutto
questo, arriva il liberatorio settembre: come per magia,
l'orda dei vacanzieri ritorna a casa, lasciando, quasi da
non crederci, piazze e strade vuote, ombrelloni chiusi,
chilometri di spiagge senza un'anima viva. Un'altra estate
è terminata. Che sollievo.
Già le
prime opinioni sul nuovo sito:
grande, sei veramente migliorato, adesso si scarica
velocemente, è più chiaro, bravo bravo... [Ludik]
Ma ci sono commenti anche di tutt'altro genere : Haitan la butta giù grossa, definendolo "certamente meno grezzo
del precedente, ma con troppe tabelle, un'animazione che fa
bloccare il pc al momento del download delle pagine, almeno
con quello di prima non si bloccava.".
Che
siete esigenti, utenti miei!!!
22.6.02
T u t t
a u n ' a l t r a c o s a
Ore 12.
52 : la nuova edizione del sito galloimmenso.com è finalmente on - line. Più veloce, con una
grafica più accattivante, nuovi contenuti, insomma: tutta
un'altra cosa.
Per adesso ancora in allestimento la sezione delle gallerie
fotografiche, che presto riempirò di foto recenti
all'università (anche per chi si è stancato della mia
solita foto in costume da bagno qualche annetto fa e qualche
chilo fa).
In tempo proprio per soddisfare quelli dell'Immenso.it che
qualche giorno fa mi avevano intimato di modificare le tags
del sito che violava le leggi sul copiright: speriamo che non
si presenti qualcuno con il marchio galloimmenso, perché qui
è la fine.
I
coreani se ne comprano un'altra
"Questa
edizione della Coppa del Mondo è la migliore della storia per
l'organizzazione e l'impegno"
[Joseph Blatter, Presidente della Fifa]
19.6.02
"Una
maturità più equa"
Esattamente
un anno fa ero alle prese con la maturità, scritti di
italiano.
Tra le varie opzioni avevo scelto l'articolo giornalistico:
"dubbi e paure dello scienziato", con riferimento alla
figura di Fermi, scopritore della formula per la realizzazione
della bomba ad idrogeno.
Dopo giorni passati a prepararmi, insieme ad un gruppo di
fedeli compagni di classe, guidati da Francesco Di Rocco, per
la terza prova di economia aziendale, il primo giorno
d'esame c'era più l'emozione della novità piuttosto
che l'ansia e la preoccupazione per la difficoltà della
prova. Ma lascio raccontare come andata quella giornata di un
anno fa a chi è più bravo di me a scrivere: Ludik,
con il suo diario della classe con gli ultimi ricordi pre e
dopo esame.
Il
primo "giorno del giudizio" è finalmente arrivato.
Stamattina di buon'ora davanti la sede di Calegna e alle
8,00 l'entrata: 26 alunni in un'aula al pianterreno
(sezioni G e H), riesco anche a conquistare l'ultimo banco
vicino al muro (uno dei pochi non tremanti!). Si vedono molti
vestiti sospettosamente "extra-large", Paola arriva in
ritardo tirata per le orecchie dall'onnipresente prof.
Damiano Di Ciaccio, che si è divertito più di tutti in
questo esame, Valentina non si sente bene ma assicura che
<>, Sannicandro non rinuncia a mettere sul banco lo
stemma della Roma campione. Alle 8,30 circa la presidente
Gonnella apre le buste con la stessa circospezione di un
prestigiatore. Le famose tracce anticipate da Internet (ma
alle 8,55 cosa potevamo più farci?!) mi sono abbastanza
piaciute (tranne i due temi classici, piuttosto scontati) e
alla fine ho scelto l'articolo sulla musica. È toccato poi
a Di Nitto estrarre la temuta lettera per gli orali, esce la
M, Gisella va per prima e si dichiara felice.
Comunque, questo debutto agli esami si è rivelato abbastanza
divertente, con tante battute (anche irriferibili) e
conseguenti interminabili attacchi di risate.
Bei
ricordi, senza dubbio, anche se devo confessare che non
ritornerei mai indietro.
Esami troppo carichi di ansia, di paura di sbagliare in cui
devi fare i conti con la dura legge dell'irreversibilità:
quel che è fatto è fatto: non puoi annullare, non puoi
chiedere di ritornare al prossimo appello più preparato.
Tutto
cambiato, adesso: "l'esame di Stato è più equo"
promette la Moratti.
La verità è che con la riforma della Commissione "di
parte" totalmente interna, l'esame si è ridotto ad una
pagliacciata.
Decisa a tavolino mesi prima del suo effettivo svolgimento, la
maturità si è ridotta ad un atto meramente burocratico, con
voti praticamente già stampati sul diploma prima di giugno, e
il Presidente della Commissione depauperato dei suoi poteri e
ridotto ad essere una marionetta dai fili tirati dagli altri
prof.
Volevo assistere, io che l'esame, con tanto di commissari
esterni, l'ho già vissuto sulla mia pelle, al teatrino di
questo colloquio insipido, vuoto, apparentemente perfetto,
tanto che non riesci a capire chi avrà il cento e chi il
sessanta.
Tutto senza un errore, senza l'emozione di parlare ad un
gruppo di prof. che non hai mai visto, e chissà perché
proprio della materia che non hai mai potuto sopportare in
vita tua.
Addio dunque alle sparate di un Ludik che, interrogato dalla
commissaria di matematica, arriva a dire che la derivata di
una funzione crescente è negativa; addio al raggelarsi del
sangue nelle vene quando la commissaria di italiano vuole
sentire un altro argomento che non sia quello della tesina,
che mi ero preparato da settimane..
D'altronde, può dire qualcuno, alla fine l'esame, ed in
particolare gli orali, con o senza riforma, non compromette
quanto lo studente ha costruito nei tre anni di superiori.
E allora, se questo è vero, mi chiedo: perché non aboliamo
del tutto la maturità?
18.6.02
Le
pastarelle agrodolci

"Again Cile 1962, altro che 1966", commenta lo Zio a fine
partita.
Gli azzurri ci hanno messo il cuore e l'anima, ma non è
bastato contro due avversari: la Corea, padrona di casa, e
l'arbitro chiaramente mercenario degli asiatici.
Peccato, perché la giornata era chiaramente iniziata che
meglio non si poteva: tanta euforia, qualche pastarella per i
miei 20 anni, persino la lezione dello spettacolare prof.
Ventre - Sasà.
E poi la trasferta al Polo didattico, con un Dauìd ed un
Tatore souvenir organizzatissimi: striscione, bandiera,
tamburello e 2 trombe da stadio.
Tutto inutile per una partita già scritta, già decisa a
tavolino.
"Anche il Giappone doveva passare ai quarti, non è riuscita
a comprarsi la partita perché ha arbitrato Collina"
continua sempre lo Zio, in uno slancio di patriottismo.
Italia mestamente a casa, Dauìd scioccato e ammutolito, il
marocchino di fronte al polo didattico che ripiega la bandiere
tricolori e se ne va, strade vuote, la mia trombetta mezza
vuota (non mezza piena, ma mezza vuota) abbandonata per sempre
in un cassetto, quasi come un trofeo di una disfatta.
E così di questo Mondiale da dimenticare rimane una sola
squadra da tifare: la vitalità, la passione, la fanciullezza,
la voglia di giocare e divertirsi dei senegalesi.
Arrivederci agli europei del Portogallo, sigh!
Collezione
euro: mi è arrivato proprio oggi quello del Belgio. Mi manca
solo il set dell'Irlanda (ovviamente non conto set
introvabili o costosissimi come San Marino, Vaticano o
Monaco): chissà se riuscirò a scambiarlo con qualche
collezionista.
16.6.02

CANONIZZAZIONE DI PADRE PIO
"Beatum Pium a Pietrelcina sanctum esse decernimus et
definimus": è santo, è santo, finalmente!!!!!
Che sfida:
Svezia - Senegal, che rievoca quasi il riscatto del sud
contro il nord, dei neri contro i bianchi, della passione
contro la concretezza, ci ha regalato il primo splendido
golden - gol a questi Mondiali.
Un'altra partita terminata al di fuori dei tempi
regolamentari, Spagna - Eire, con la lotteria dei rigori,
sbagli clamorosi e parate degne di osanna.
L'attesa, intanto, per la partita dell'Italia si fa
spasmodica: inutile dire che se gli azzurri ci daranno una
vittoria, faremo crollare il Polo didattico di Cassino dalle
urla di gioia. "Martedì dovete solo scappare, quello che
abbiamo fatto giovedì scorso è nulla", promette,
sorridendo, il capo - casinaro, Dauìd, ad alcune
studentesse di Cassino che l'hanno riconosciuto dopo il
"terremoto" del 20 giugno.
In
preparazione una nuova veste grafica del sito,
più semplice, più gradevole da vedere, e soprattutto con
tempi di download estremamente più rapidi. Spero di riuscire
a pubblicarla per il fine settimana, per adesso ho terminato
solamente la sezione dei "personaggi".
ah, a proposito....non posso utilizzare il nome immenso come intestazione per il sito!!: ecco una e - mail del
rappresentante dell'immenso.it
Egr Sig Galletti,
la preghiamo vivamente in ottemperenza alla normativa
nazionale e comunitaria a tutele di marchi e nomi a dominio,
di procedere alla modifica dell'intestazione della pagina e
del sito di cui le riporto il link http://www.galloimmenso.com/,
modificandone cortesemente anche i meta tag.
Costituisce infatti pregiudizio e decettivitò per la ragione
sociale della nostra società, nonchè per il marchio
registrato ad essa associato e il relativo nome a dominio.
Sono certo che il rispetto delle norme e delle netiquette non
renderanno necessario l'intervento dell'autorità giudiziaria
a tutela dei nostri diritti.
Cordiali saluti
ho dunque copiato un marchio registrato, e dovrò modificarlo
in galloimmenso. E se utilizzavo "Galletti"? minimo
minimo stavo già in galera.....
13.6.02
E vaiiiii!!!!!

Che sofferenza. Alla fine ce l'abbiamo fatta, ringraziando
l'Ecuador.
È solo una qualificazione agli ottavi, ma è bella quasi come
un titolo mondiale.
Perché dopo l'estromissione di grandi sfortunate come
Francia e Argentina, con una Croazia agguerrita e col morale
alle stelle per la vittoria ai nostri danni era quasi
fisiologico pensare al peggio.
Non che, invece, l'Italia abbia brillato per il suo gioco,
"con Totti giù di tono ed un centrocampo incapace di un
gioco morbido, plastico del pallone e con il Messico che si
permetteva di gigioneggiare e di prenderci in giro", come
dice il telecronista alla radio, ma dopo quegli errori
arbitrali si meritava di passare il turno.
Zio è ottimista "il Mondiale lo possiamo perdere solo
noi"; Dauìd,
senza voce e con la tromba ormai scarica dopo aver stordito
l'intero Polo didattico ad ogni azione dell'Italia,
promette che domani comprerà tre trombe; Tatore
Souvenir, l'artista del gruppo, farà un altro
striscione, dopo quello con la scritta "Forza azzurri"
appeso persino sull'autobus di ritorno; Haitan e Geppe forse ritenteranno una nuova scommessa (sfumati
oggi una settantina di euro per colpa della Croazia).
E il sottoscritto spera che, nel giorno del suo compleanno e
di quello di Montella, l'Italia gli regali una bella partita
e, soprattutto, la vittoria.
Mi sentiranno fino in Giappone, Trapattoni e i suoi?
12.6.02
Ed anche
all'Argentina non rimase che piangere.
"Non c'è due senza tre" disse lo iettatore, alla
vigilia della partita degli azzurri. Ma subito venne zittito
dal trombone di Dauìd.
Menù della giornata di domani: sveglia alle sei, diretto
delle sette ("vuoto, con noi quattro gatti studenti
d'Ingegneria come unici stronzi che devono andare a Cassino
a giugno e a luglio", come dice lo Zio) , Sasà, Bonolis e
poi...
.e poi la partitissima. Incrociamo le dita.
11.6.02
I
CAMPIONI DEL MONDO FUORI DAL MONDIALE.

Pardon, gli ex - campioni del mondo. Già, perché adesso,
nonostante Zidane, sono solo una squadretta da sbeffeggiare e
da ridurre allo scherno.
Non so perché, ma sentirsi ripetere dai commentatori
televisivi, telegiornali e giornali che la Francia è stata
eliminata ai sedicesimi di finale ti risolleva, ti fa sentire
forte, quasi ti vendica di quelle due vittorie contro
l'Italia, ai mondiali di '98 e agli scorsi europei.
Per quel che mi riguarda, la Francia l'ho sempre avuta di
traverso. Saraà perché ha invaso troppo la mia vita: ad
iniziare dal fatto che sono stato costretto a studiare il
francese, fin dalle medie, contro la mia volontà: sono stato
estratto insieme ai miei compagni di classe a formare una
sezione in cui si imparava come lingua straniera solo il
francese, solo perché, quell'anno, gli iscritti che avevano
deciso quella via erano pochi. Per tre anni di medie e cinque
di superiori francese, storia della Francia, "le français
est une langue importante", la Francia è forte, la Francia
ha vinto la guerra, la Francia ha bellissime opere d'arte
(chiamalo fesso a Napoleone, che ha trafugato quantità
industriali di valori dai nostri musei),è una democrazia
solidissima (e intanto i francesi, dopo averci criticato ben
bene per l'elezione di Berlusconi, rischiavano il regime con
Le Pen), ha i migliori prodotti eno - gastronomici del
mondo. Eh no, intollerabile sentire questo: L'Italia in
quanto a gastronomia non è seconda a nessuno, solo non si fa
rispettare. La Francia controlla e autorizza l'apertura di
ristoranti al'estero, inserendo nell'organico del locale
chef "doc" francesi. Invece noi ce ne freghiamo, e quindi
chiunque può aprire ristoranti italiani all'estero, senza
che venga controllato minimamente.
E la Francia di qua, e la Francia di là.
Adesso che la Francia è fuori, se l'Italia dovesse subire
lo stesso destino (facciamo le corna), ci sentiremo meno
schiappe del previsto.
E se passeremo il turno, un piccolo mondiale l'avremo già
vinto: quello della soddisfazione di vedere i nostri cugini
d'oltralpe con la bava alla bocca mentre ci guardano col
satellite in un Mondiale che non può essere più loro.
Strano
sogno: passeggiavo per Via Firenze, a Gaeta, davanti a quella
che nell'ultimo anno di superiori è stata la mia classe.
C'erano tutti, ma proprio tutti i miei ex - compagni di
classe nello spiazzale fuori, libri in mano, a studiare:
dovevano fare gli esami del quinto, come se fossero stati
tutti bocciati, tranne il sottoscritto. E qualcuno mi anche
dato del raccomandato.
Sarà che il ricordo degli esami di stato non si sarà
cancellato, sarà che tra qualche settimana comincerà il
periodo "caldo" (in tutti i sensi) degli esami
d'Ingegneria, esattamente ad un anno dal giorno in cui (era
il 4 luglio) davo gli orali e davo l'addio alla scuola, però...che
strano sogno..
"Ciao,
tu come stai, pensavo a te, stasera niente al mondo e come
noi, tu ridi e, io so perché, c'è sempre il sale nelle
lacrime..." [Valeria Rossi]
Ma ha un senso questa frase? Mah...
10.6.02
Alla fine
il Messico ha vinto.
Per guadagnare un posticino in ottavi dovremo sudare.
Speriamo bene. Anche perchè, al Polo Didattico, da dove vedrò
la partita, il casino è assicurato, ma senza gol....
La parola d'ordine sarà: Vincere!! E vinceremo..... (ogni
riferimento è puramente casuale).
Domani (che peccato , devo andare all'università) intanto
sapremo se la Francia farà una figuraccia, "champions du
monde" buttati a calci in culo dal Mondiale, oppure no.
Ma già lo so. Con la fortuna che hanno, riusciranno
nell'obiettivo ottavi. La radiocronaca la sentirò in autobus,
Dauìd permettendo....
Ma
porcoggiuda. E' un mese che ho questo benedetto blog, e nessun
motore di ricerca mi segnala. ho provato con Virgilio,
Altavista, Arianna, kataweb, Excite, Google.
niente di niente.....
8.6.02
Arbitro
cornuto...

finalmente: dopo 2 settimane di tentativi inutili, sono
riuscito ad iscrivermi al sito rateyourmusic.com e ad inserire i commenti al blog.
Proprio durante il secondo tempo dell'Italia, proprio durante
il gol di Vieri annullato da un arbitro incapace....
Inutile, qualche minuto dopo, un'altra rete, sempre di Bobo,
che sarebbe stato l'eroe d'Italia e del mondiale, se solo
quel risultato si fosse bloccato lì.
Alla fine, invece, ha vinto la Croazia. Errori difensivi,
aiuti di arbitri "da interregionale, non da serie A come
dovevano essere", come dice Vieri a fine partita. E adesso
l'Italia rischia di non arrivare nemmeno agli ottavi.
Domani nelle piazze e nei bar potremo divertirci a sentire
quello in cui noi italiani siamo più bravi, a buttare giù
gli ex - eroi di qualche giorno fa, a prendercela con
Trapattoni, perché non ha messo subito in campo Inzaghi.
A bestemmiare l'arbitro, a fare gli scongiuri con quasi una
settimana d'anticipo su Messico - Italia (che vedrò
insieme agli altri "casinari", con in testa Dauìd, con
tanto di trombone da stadio al Polo didattico), a non pensare
altro che al calcio.
Ma dopotutto, credo che qualcuno in Italia sarà contento,
qualcuno che non credeva agli azzurri giganti del mondiale,
che non aveva sopravvalutato la nazionale: come Leonardo che qualche giorno fa, in occasione dell'esordio con
l'Equador, scriveva:
"Italia-Brasile, nell''82, e Italia-Argentina, nel '90,
sono i due shock che hanno formato il carattere del
commentatore sportivo italiano - in un Paese dove i
commentatori sportivi sono almeno quaranta milioni. La
tendenza all'autodenigrazione, per esempio, deriva da lì: nel
1982 parlammo male dell'Italia e vinse i mondiali, nel 1990
non facevamo che parlare di come fosse forte e li perse. Da
allora crocifiggere il CT e la formazione è diventato un vero
rito scaramantico, e ne sa qualcosa Sacchi. Per inciso,
quattro anni dopo l'Italia fece di tutto per rispettare il
copione dell'Ottantadue, con una fase iniziale se possibile
ancor più disastrosa. Anzi, forse il romanzo più ricco di
colpi di scena della nostra nazionale è proprio USA '94, ma
ha il grosso torto di finire male. Perciò di solito ci si
ricorda soltanto che Baggio sbagliò il rigore, senza
ricordare che fu solo Baggio a portarci fin lì. Da lì in poi
la storia non cambia: l'Italia deve giocare male prima di
dimostrare che può vincere. Partì male nel '98, giocò
malissimo negli europei di due anni fa.
Ma appunto: l'Italia deve giocare male. Se non altro, per
rendersi simpatica. Oggi che i calciatori sono dei divi in
tutine aderenti, così diversi da quegli operai dell''82, oggi
che posano nudi e abbronzati, hanno una sola possibilità di
rendersi più umani: perdere, pareggiare, o almeno giocare
male."
Ed è stato accontentato.
7.6.02
Oltre al
danno, la beffa
Continua
il dibattito nuovo ordinamento sì, nuovo ordinamento no.
Ore11.30, corso di teoria dei fenomeni aleatori, lavagna
riempita di formule, simboli, derivate, integrali, grafici,
PDF, CDF, DF, vettori aleatori.
Dopo l'ennesima scena muta all'apparente semplice domanda
del prof. "Avete capito, ragazzi?" si alza un ragazzo, tra
i più bravi nel gruppone delle matricole.
"Professò, qua non ci capiamo niente, non abbiamo il tempo
di studiare, torniamo ogni giorno a casa alle sette di sera,
dobbiamo prepararci per tre esami ogni due mesi, senza contare
gli esami arretrati.".
Il prof. riflette per qualche secondo, poi sbotta: "Ragazzi,
io cosa posso farci, sto andando piano nella
spiegazione..preferivate essere al vecchio ordinamento?".
Il coro è unanime: "Sì".
Lops (il professore, alias Bonolis, come già detto
nell'ultimo post) sgrana tanto d'occhi, dicendo che la
riforma è servita a ridurre il tempo della laurea, prima i più
bravi impiegavano sette anni per prendere il benedetto
"pezzo di carta", adesso è meglio.
"E' ovvio" continua l'insegnante "che i programmi
andavano riformati, dobbiamo darvi delle nozioni in appena tre
anni.".
"Sì, ma qua si gioca al suicidio" mi dice, stizzito,
Salvatore B. (lo "Zio
Tatore" nei personaggi del mio sito), "i programmi non
sono stati dimezzati, solo ridotti di un paio di capitoli al
massimo, mentre il tempo per studiare è pochissimo.
Con il nuovo ordinamento i tempi per arrivare alla laurea non
sono certo tre anni, e se si contano gli anni della laurea
specialistica si supera la non invidiabile media del vecchio
ordinamento di otto anni".
È per questo che per andare incontro agli studenti (nelle
altre facoltà e nelle altre università, ma NON da noi) si
organizzano esoneri, esamini, e quant'altro per rendere il
tutto più agevole.
"Ma così diventa tutto una pagliacciata, questo punto è
come comprarsi la laurea" ribatte lo Zio.
Forse avrà ragione, ma sicuramente le altre università, con
anche quattro esoneri per corso hanno una maggiore produttività
rispetto a Cassino.
E, per giunta, non solo noi poveri studenti di Ingegneria a
Cassino dobbiamo farci il cosiddetto "mazzo" per andare
avanti, ma anche dobbiamo subire l'umiliazione di non
vederci riconosciuti questi duri anni di studio: per alcuni
concorsi (me lo hanno detti in tanti, spero che non sia vero)
il titolo rilasciato a Cassino non viene accettato.
Assurdo e ingiustificato per una università al terzo posto in
Italia per la didattica, e che come produttività precede La
Sapienza, e che in totale è al 21° posto tra tutte le
università d'Italia (indagine censis servizi per "La
Repubblica" - i dati si riferiscono alla sola facoltà
d'Ingegneria, a. a. 99/00).
È veramente deprimente sentirsi dire queste cose, sentire che
si sta studiando per niente, mentre in altre università più
prestigiose in quanto a nome ma inferiori a organizzazione
della didattica, si esce prima, si trova prima lavoro, ma
senza sapere nulla o quasi. Che schifo.
"La
gioia sta nel donare, più che nel ricevere" (scritta apparsa sulla lavagna di un'aula d'ingegneria, la prima
che ho trovato da un anno a questa parte eccetto equazioni o
espressioni matematiche)
5.6.02
Esaurita la
parentesi festaiola (ma si ricomincerà subito con la festa di
San Giovanni, patrono di Formia, il 24 giugno), si ritorna
all'Università, oggi calda come non mai, a causa della
rottura del sistema di condizionamento.
Buone vacanze alle 99 posse girl & C, tra qualche giorno
sullo sgangherato pullman delle sette rimarremo solo noi
universitari, anzi solo noi d'Ingegneria.
Non una settimana di tregua, le vacanze non esistono,
l'afoso agosto sarà dedicato alla preparazione degli esami
da sostenere a settembre.
Per adesso, come al solito, le lezioni dei proff. Luttazzi,
Pippo Baudo, Sasà Salvaggio, Staffelli e Bonolis ci
aspettano.
No, non mi sono bevuto il cervello (almeno, non ancora): i
proff. di elettrotecnica, termodinamica, teoria dei fenomeni
aleatori assomigliano, chi più chi meno, ai vip citati prima.
Al punto che, ormai, ci siamo quasi dimenticati i veri
cognomi...
Ah, a
proposito: Haitan mi ha mandato alcune foto dei proff. dei corsi che ho seguito
finora. Quella di Corbo (analisi matematica uno) è da
pubblicare senz'altro, ovviamente quando riuscirò a dare la
sua maledettissima materia...
4.6.02

blog non solo da leggere e scrivere, ma anche da disegnare.
Come quello che propone diario
acido: tante vignette, sui temi più importanti che
interessano il mondo dell'attualità. Interessante.
FORZA
ITALIA!!!

Prima vittoria dell'Italia, ieri, contro l'Ecuador. c'è chi
si lascia prendere dall'entusiasmo, chi calma i "bollenti
spiriti".
Studenti.it commenta così la partitona:
Una partita epica. Una vittoria che resterà scolpita nelle
memoria e nel cuore di milioni di tifosi italiani. Per non
parlare dello stomaco, vista l'ora. La partita inizia sotto
brutti auspici. La telecronaca è affidata infatti all'uomo
della jella, Bruno Pizzul, e al suo nuovo temibilissimo socio,
Giacomo Bulgarelli.
Le squdre scendono in campo. I volti sono tiratissimi.
Cannavaro porta ancora con sè il suo nuovo calendario. Suona
l'inno nazionale italiano. Il muro azzurro è impassibile.
Tutti a fare gli indifferenti. Il momento è solenne, fin
quando Pizzul non comincia il suo show individuando
addirittura due giocatori italiani che cantano l'inno, e una
statua del Buddha che piange vino. Sono soltanto i primi
sintomi di qualcosa di ben più grave. [continua]
Sempre
sull'Italia, argomento: inno di Mameli non cantato.
Ecco un articolo dal portale Giuda.it:
Non hanno fine gli sproloqui dei telecronisti RAI ai
mondiali di calcio. Probabilmente scossi dal fuso orario, da
bordocampo si sentenzia: "Cannavaro e Di Biagio hanno
cantato l'inno!" mentre lo stavano cantando solo Buffon e
(forse) Trapattoni. Ma il peggio era già stato fatto. Durante
Spagna - Slovenia tale Tiberti (fonti: i.s.c.j.) commentava:
"A proposito della polemica sugli azzurri che non cantano
l'inno. Beh, come vedete non sono gli unici: anche gli
spagnoli tengono la bocca rigorosamente chiusa durante
l'esecuzione del loro Inno nazionale." Ebbene, per chi
non lo sapesse (ed è comprensibile che un telespettatore non
lo sappia, ma il telecronista dovrebbe evitare certe figure di
merda), l'inno spagnolo NON ha un testo. Le parole non sono
state mai scritte, non esistono.
2.6.02

Un'abbuffata di feste e festarelle, oggi 2 giugno.
Il sacro si mescola al profano: nello stesso giorno,
contemporaneamente, festa della Repubblica, Corpus Domini, e,
a livello locale, festa di Sant'Erasmo, patrono di Gaeta.
Ieri una piccola anteprima di quello che ritroverò stasera,
un bagno di folla, bancarelle, bazar e giostre.
Nelle due passerelle di via Vitruvio, a Formia, e di Lungomare
Caboto, a Gaeta, un festival di culi, tette e cosce: ci si
ritrova, si passeggia, si vede e ci si fa vedere, eleganti,
trendy e ben truccati.
C'è chi si annoia, chi si diverte, chi mangia, chi vuole
vedere il "vip" della serata (quest'anno a Gaeta c'è
Rita Forte..mamma mia che emozione..), chi spende, chi
lavora, chi fa anche il compleanno (auguri ad Haitan, 20 anni,
proprio ieri) chi si sente male perché ha mangiato da poco e
va sullo shaker, chi è impaziente di vedere i fuochi
d'artificio.
È insomma un mondo strano e variegato il protagonista di
questa festa: tutti noi, tutti insieme, un po' più belli
per gli altri, per una serata con la mente sgombra dai
pensieri e con il portafoglio aperto per spendere in gadget
inutili e costosi. per la gioia di dire: "c'ero
anch'io"....
Ho inserito
qualche link a siti di bloggatori. Speriamo che qualcuno di
questi faccia lo stesso con il mio.
Come si può vedere, ho inserito il mio primo sondaggio. l'ho
copiato da fuorissimo,
proprio perchè volevo qualcosa di spiritoso. Votate,
votate.....
