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Attenzione: alcuni link possono non funzionare, dato che questi argomenti sono stati scritti molto tempo fa.
luglio 2002

 

31.7.02  
Per la serie "a volte ritornano", ieri ho fatto la mia comparsa, dopo mesi di assenza, nella comitiva di San Paolo, dopo una pizza e un gelato con Ludik e Paola Di Ciaccio, entrambi compagni di classe ai tempi della ragioneria, che non vedevo da parecchio. Si è parlato del più e del meno, degli esami fatti e non fatti, della vita a Roma o a Cassino, delle nuove esperienze giornalistiche di Ludik, dei colleghi "figli di papà" di università di Paola, delle novità in comitiva, sempre più in basso sia per quantità che "qualità" dei frequentatori del mio sito e di quello dell'ormai famoso bloggatore qual'è Ludik..
Ma forse l'argomento che mi ha destato più curiosità sono stati i capelli di Ludik: da un anno a questa parte dal taglio cortissimo che portava siamo arrivati al punto che le orecchie non si vedono più, un ammasso informe, una zazzera pesante, chissà che caldo lassotto. Ma lui, Ludik, ogni volta che qualcuno gli fa notare lo strano nido che ha sopra la fronte, immediatamente risponde che se li taglierà ("una spuntatina, al massimo, sennò che me li sono lasciati crescere a fare"): io azzardo, per scherzo "perché non ti fai i rasta?" e lui tutto preso dall'argomento, si lascia scappare un "magari", tra lo sdegno di Michelangelo, simpatizzante di Alleanza Nazionale, e una mia risata.
Tutto sommato, cambiamenti caratteriali o fisici dei miei compagni e amici delle superiori a parte, è stata una bella serata, come sottolineato dal sms di "ringraziamento" di Paola: un interessante incontro - scontro tra differenti realtà e strade che stiamo percorrendo, chi più facilmente, chi più lentamente. È la vita, cari miei, è la dura vita.



30.7.02  
Abitare all'ultimo piano di un condominio, si sa, ha dei vantaggi (pochissimi: al momento mi viene in mente il solo fatto di non avere rumori di passi e spostamenti di sedie o tavoli dei vicini del piano di sopra) e molti svantaggi.
Fra questi, uno non poco fastidioso è l'immediata mancanza d'acqua l'attimo dopo che questa viene a mancare: sono il primo a capire quando non scorre più nelle tubature e l'ultimo ad avvertire quando ritorna.
Il fastidio maggiore è ovviamente d'estate, quando devi condizionare la tua vita a questo problema: guai a fare sport dopo le 20.00, si rischia di non fare la doccia.
Ieri sono andato in bici, ovviamente dopo le cinque e mezza del pomeriggio: se si tiene conto che i miei allenamenti non sono mai lunghi meno di un paio d'ore, e che ieri, tra l'incontro a Scauri con Haitan che doveva restituirmi delle fotocopie e perdite di tempo varie, non era in programma un ritorno a casa prima delle otto e mezza. Il fido cellulare squilla, mia madre lancia un ultimatum: o sono a casa tra cinque minuti o niente doccia. È una parola: in cinque minuti farsi 10 chilometri è un po' difficile. Ma niente paura: in extremis, sfruttando ogni preziosa goccia del liquido vitale, ce l'ho fatta. Ma che stress, però.



28.7.02  
TOLLERANZA ZERO

Bene, bene. Vedo che a Gaeta, oltre all'assedio di turisti c'è anche quello delle forze dell'ordine: uno stuolo di vigili, carabinieri e polizia a controllare ogni angolo della spiaggia di Serapo, ad intervenire contro maleducati e incivili, a multare trasgressori del codice della strada e del rispetto per gli altri.
Ne avrò visto almeno sei, tra pattuglie e blocchi stradali nel mio giretto mattutino in bici, una vista rassicurante, perché contro i casertani (parola che uso come similitudine di cafone) occorre tolleranza zero.
"Ma come" potrebbe dire qualcuno "te la prendi contro i poveri turisti che portano ricchezza e denaro a Gaeta?". La mia risposta è semplice: primo, io non me la prendo contro TUTTI i turisti che vengono a Gaeta.
Me la prendo contro quelli che non rispettano la loro condizione di ospiti. Perché ospiti significa avere innanzitutto il rispetto per gli ospitanti. Gridare e tenere la tele a tutto volume accesa in piena notte, sporcare, parcheggiare in doppia e terza fila e sulle strisce pedonali, insozzare i muri, rubare zaini e quant'altro sulla spiaggia, sorpassare a destra e sulle corsia d'emergenza, fare i furbi cercando di non pagare il ticket del parcheggio o il biglietto al cinema, prendere acqua dalle fontane comunali per lavare la macchina nonostante i divieti, non mi sembra che sia rispettoso del buon gusto e civile.
Una volta, sull'autobus, sentivo anche un gruppo di turisti dal chiaro accento bolognese, che bello sentirli, sarei stato lì ad ascoltarli per ore. Ma la mia immediata simpatia per queste persone, dalla parlata così diversa dal napoletano che imperversa dappertutto, si sarebbe mutato in un altrettanto immediato disprezzo al momento che il gruppo dei gitanti si fosse messo a fare "cafonate": questo per dire che non m'importa da dove vengono, l'importante è che si comportino a dovere.
Secondo e non meno importante: che i turisti (QUEI turisti) portino ricchezza, è da dimostrare, e poi la cosa non mi tocca da vicino. Non sono mica il figlio di Chinappi (il mio panettiere di fiducia, stacanovista non per passione, ma per denaro), io.
Sulla cafonaggine c'è anche un simpatico articolo di Chiara Beria di Argentine, su "lo Specchio de La Stampa":
In aereo da Spalato a Roma, l'altro giorno con Laura, un'amica, mi domandavo se mai fosse possibile distribuire ai passeggeri oltre a una bibita un piccolo manuale di bon ton del vacanziero. Lasciamo perdere i mal odori che al primo caldo siamo costretti a subire e che sono solo parzialmente attenuati dalle salviettine profumate offerte dalle hostess. Subiamo anche con coraggio e pazienza infinita le conversazioni personali sempre ad alta voce ai telefoni cellulari tenuti accesi fino al momento del decollo e subito nevroticamente riattivati appena l'aereo tocca la pista. Non irritiamoci - si è in vacanza! - se, nonostante i posti assegnati, ogni volta ai piedi della scaletta si scatena puntualmente la corsa a chi sale per primo sull'aereo e, arrivati al nostro posto, si scopre che alla faccia delle regole gli spazi per il bagaglio a mano sono stati già tutti occupati dai soliti prepotenti e maleducati con valigie e pacchi di dimensioni imbarazzanti. Sorridiamo (c'è il calo delle nascite) ai piccoli viaggiatori urlanti lasciati da genitori moderni e comprensivi sgambettare su e giù lungo il corridoio dell'aeromobile quasi fosse il prato di casa. E incassiamo senza lamentarci le continue ginocchiate del passeggero seduto dietro di noi che acuiscono il nostro mal di schiena come una prova di resistenza fisica da superare con filosofia. Ma il rutto, no. Al terzo sonoro rutto del nostro vicino di sinistra, Laura e io ci siamo guardate sconfortate. Non resta che concentrarsi con tecniche para - zen nella lettura dei giornali: dalla Costa Smeralda foto di feste per ricconi, "nani e ballerine" privi della minima idea di cosa sia il buon gusto e di rispetto per chi non si può permettere il lusso di una vacanza.
Che estate cafona! Allego elenco di sinonimi utilizzabili per i vostri sgradevoli incontri estivi: burino, buzzurro, villano, villanzone, zotico, zoticone.
Riservatezza, eleganza: parole ormai desuete da dire sottovoce. Per le vostre vacanze vi auguriamo di tenere questa tonalità.



27.7.02  
Non poteva finire peggio questa terza e ultima finestra dedicata agli esami: solo sei crediti guadagnati, un solo esame passato. Ieri trasferta inutile, quindi, in una Cassino un po' meno afosa del solito. Viaggio di andata con la Punto di Leandro (presto sul sito tra i personaggi), ex - studente di ingegneria, ora ad Economia, fresco di un'operazione laser agli occhi, sembra veramente un'altra persona.
Finalmente mi hanno dato il libretto, a suggello del mio primo anno accademico ormai trascorso. Un libretto che per tutto l'anno ha diviso noi matricole dai "vecchietti" fuori corso o quasi, un libretto che spaventa: Danila per adesso non lo prende, per molti (e anche per il sottoscritto) è un triste resoconto di quello che si poteva fare e non è stato fatto.
Io ci ho messo volontà, impegno, fatica, ma non è bastato. D'altronde era impossibile riuscire a terminare in un anno la bellezza di undici esami, per me che di matematica non ha mai masticato se non qualche calcoletto che ci assegnavano alla ragioneria: non posso né lamentarmi, né fare i salti di gioia. Potrei, per scaricarmi la coscienza gridare al complotto o dire che sono sfortunato; potrei, per affondare il coltello nella piaga, dire che sono un deficiente perché tutti sono passati e io no.
Ma dico semplicemente che è dura, che nulla è dovuto e quello che si fa richiede sudore e ore di studio maledetto:una ovvietà che non bisogna mai dimenticare. Adesso mi riposo, almeno per questi ultimi giorni di luglio, poi mi aspetta agosto per la preparazione degli esami di Corbo, Tortorella e Lops. Una manciata di giorni, poco più di una settimana, tra il 10 e il 20 settembre, e poi rinizierà un nuovo anno. E speriamo che Dio, questa volta, me la mandi buona.



24.7.02  
Ragazzi, domani c'è Bonolis e Teschio e le loro probabilità..terribile, gli integrali doppi non li so fare.anzi, se per quello nemmeno quelli normali....saranno tre ore di sofferenza.altro che Milhouse che ha preso trenta.vorrei avere il suo cervello..e intanto beato Haitan che domani verbalizza pure Alfabetizzazione Informatica e passa a 42 crediti.io sono ancora fermo a 31.ma perché sono così sfortunato?


23.7.02  

tratto da asphalto.org
Leggevo qualche giorno fa, sul blog a mio avviso più trasgressivo che conosca, ovvero Asphalto, il post del 16 luglio su Cipollini, anzi, su "un noto ciclista italiano" e il suo addio al ciclismo.
Ecco un estratto del post, in cui ho eliminato solo pezzi dal chiaro linguaggio, per così dire, "asphaltesco", sciolto, senza restrizioni, provocatorio, giovanile, ma che nulla tolgono al succo del discorso.
Un noto ciclista italiano convoca una conferenza stampa per annunciare, "per ora, l'addio definitivo alle corse" [.]
L'addio, clamoroso e inatteso, è dipeso, dice il prode, dalla disattenzione degli sponsor nei suoi confronti e dall'ingratitudine dell'ambiente verso chi ha così tanto e bene contribuito a tenere alta la bandiera. [.] Lo fa con un certo tempismo, prima di correre il campionato del mondo, che è l'appuntamento più atteso e con il maggior ritorno pubblicitario.
A questo punto voi direte, ma allora quest'uomo è un lunatico capriccioso?
Macchè, è solo pieno come un uovo. Una farmacia ambulante. Praticamente, con la sola imposizione delle mani, in questo momento è in grado di curare quasi tutte le malattie conosciute e anche un paio di quelle ancora misteriose. Insomma, gli è stato imposto uno stop necessario a finalizzare la bombatura in vista del campionato del mondo e opportuno in prospettiva di un controllo antidoping [.]
Qualcosa del genere succede regolarmente nello sci alpino, dove peraltro i controlli sono grossolani ai limiti del ridicolo. Ogni tanto qualche atleta di punta (il doping costa, gli scarsi sono esclusi) sparisce per qualche tempo poi ritorna fresco come una rosa e con foruncoli in fronte che se ne scoppiasse uno davanti allo specchio la mattina si griderebbe all'attentato chimico. [.] Tra un mese completato il programma di manipolazione genetica il nostro eroe dichiarerà che non è più offeso, che gli mancava il suo mondo e che l'affetto dei fans l'hanno convinto a recedere (lui dirà recidere, ma verrà doppiato per l'occasione). [.]

Insomma, una bella favola di sport e di vita. Un esempio per i giovani.
Tutta una cazzata, dunque, per Asphalto, l'addio di Cipollini: il re Leone sarebbe, come molti altri, nient'altro che un dopato. Ma allora, se questa è la cruda realtà, io voglio credere alle favole. Non la favola che il ciclismo è quello di una volta, per carità, su questo nemmeno gli allocchi ci giurano più. Voglio solamente ancora credere che nella folla di ciclisti che si aiutano con sostanze proibite, questo noto ciclista, uno dei più grandi velocisti dei tempi moderni, sia fuori, e che le sue vittorie siano pulite, o almeno, pseudo - tali. Anche perché, con Cipollini dopato, non resterebbe da credere più a nulla, dopo le belle avventure dei grandi del ciclismo allo scorso Giro d'Italia. Si salvava solo lui: quando i giornalisti gli facevano domande sul doping e di un possibile suo coinvolgimento allontanava i microfoni stizzito. Le sue vittorie allo scorso Giro erano l'unica cosa da ricordare, il solo motivo per accendere la tivù e sorbirsi la telecronaca di Bulbarelli e Cassani, veramente.
E invece potrebbe essere tutto un sogno, bruttissimo sogno rovinato dalla foga di vincere a tutti i costi, che coinvolgerebbe anche chi ha vinto di tutto, come Cipollini. Per adesso non voglio dire nulla, sto tra la gente che crede a quello che i pennivendoli scrivono .
E poi vedremo se Cipollini tornerà.



21.7.02  
Schumi
SCHUMACHER CAMPIONE DEL MONDO PER LA QUINTA VOLTA!!!!










E bravo Schumacher!!!!

 
Mi sono concesso il lusso di andare in spiaggia, oggi, e di interrompere per qualche ora il faticoso studio per l'ultimo esame di luglio. A Gianola (Formia) l'acqua era un po' sporchina, in verità, ma la gioia della sabbia e del mare della "riviera di Ulisse" mi ha rinfrancato.

Vacanze zero, fino a questo momento, e non credo che ci sarà occasione di farle ad agosto: la vacanza, per me, nei bei anni delle medie e delle superiori, ha significato pensare a tutto tranne che allo studio, tra sport all'aria aperta, uscite con gli amici e spiaggia: impossibile se a settembre mi devo preparare per il fatidico orale di analisi 1 (già, proprio quello, se aspettavo ancora mi riducevo a farlo con le nuove matricole.) e tentare lo scritto di analisi due..
Ieri con lo Zio alla mostra di antiquariato di Gaetavecchia (ho comprato qualche moneta, domani aggiornerò la mia collezione) e poi a trovare Pasquale, compagno di classe alla ragioneria, che adesso lavora in una sala scommesse. Zio mi invita a dire un numero da 1 a 16, per una scommessa sui cavalli : "otto" dico, senza pensarci troppo. Vince proprio l'otto, ventidue euro e cinquanta piovuti in tasca (dello Zio, io non ho scommesso, purtroppo): e poi dicono che porto sfortuna..


20.7.02  
Mostra dei "Cripto - portici" a Formia: io e Dauìd dopo la solita sessantina di chilometri in bici del venerdì pomeriggio, ci capitiamo per caso, spinti dalla curiosità. La mostra, degli artisti Agresti e Maggiacomo, è un'esaltazione dell'angoscia, della fragilità, della paura dell'uomo moderno, una rivisitazione dell'urlo di Munch, non solo in pittura, ma anche in scultura. Un po' troppo ingiusto bollare con un "no - comment" questa esposizione, ricavata all'interno dell'antico porticato sotto il parco di piazza Vittoria, a Formia: ci sono dei pezzi interessanti, come il quadro con gli spilli, o il cubo con quelle espressioni tutte uguali, con quella bocca spalancata, quegli occhi chiusi, quella sofferenza, il tutto nella prigionia dell'aridità e della logica della razionalità della vita, rappresentata per mezzo del cubo stesso.
"Facce uguali?" si chiede Dauìd, che forse avrebbe voluto un'espressione per ogni faccia. "Un cubo ha sei facce uguali, da dove lo guardi è sempre lo stesso" sottolinea la ragazza curatrice della mostra.
Ma, allora, forse, tra il mio prolisso giudizio da non addetto ai lavori e il suo provocatorio no - comment, ci starebbe bene il sintetico ma efficace "Wha!", scritto, a caratteri cubitali da un meravigliato turista sul libro dei visitatori.

17.7.02  
"Approvato con ventisette": l'urlo del prof. Ventre, alias Sasà, un personaggione che sembra uscito da una di quelle trasmissioni della D'Eusanio, pone fine ad uno strazio durato due mesi e mezzo: elettrotecnica 1. Bocciato al primo appello scritto e passato al secondo con una smilza sufficienza, mi rifaccio con un orale di tutto rispetto, risposte velocissime, sicure dimostrazioni assorbite a dovere dopo un lungo studio (fondamentale è stato il quaderno dello Zio, garanzia di successo) durato forse più delle 150 ore "canoniche" corrispondenti ai sei crediti guadagnati con la verbalizzazione dell'esame.
Preside Dott. Ing. Prof. Guglielmo Rubinacci
Un bizzarro gioco della casualità voleva che il plurilaureato Guglielmo Rubinacci, preside di facoltà (foto qui a fianco) sudatissimo come sempre, chiamasse contemporaneamente, oltre che il sottoscritto, anche il Gigante, Haitan e Dauìd, tutti esaminati, nello stesso momento dalla squadra degli ausiliari di Rubinacci: Sasà, il Pinotismo, il Terribile Tamburrino e Villone.
Ovviamente a nessuno di noi quattro, a digiuno di esami dall'inizio di luglio, ci è sfiorata minimamente l'idea di rifiutare i nostri voti, che, guarda caso, formano una scaletta, dal 24 di Haitan al mio 27, passando per il Gigante e Dauìd. Addirittura ai limiti dell'eroicità la prestazione dello stesso Haitan, un'ora sotto torchio, costretto ad aspettare il pomeriggio per problemi burocratici, causati da un incauto Rubinacci; sfortunato invece Zio, passato al primo appello, sensibilmente più difficile, con un voto più basso.
Ma, alla fine di tutto, euforie o delusioni "vengono compensate, quando ritorni a casa e fai la somma dei crediti che hai acquisito", dice Haitan.
Parole sante, davvero.
 
Ancora Cogne: la Franzoni, principale indagata (e, diciamolo pure, colpevole) per l'assassinio di suo figlio, fa l'annuncio shock al Maurizio Costanzo Show: è incinta. Un Samuele - 2, insomma, partorisce un figlio per rimpiazzare quello che (ha) è stato barbaramente ucciso. Ma la cosa più preoccupante non sono i modi con cui si è diffusa la notizia, ma il fatto che era in progetto fare un figlio per la madre - assassina nei minuti, nelle ore immediatamente successive all'omicidio. È come se (la mia è un'interpretazione dei fatti, ovviamente), resasi conto del brutale gesto (ma allora era o no lucida, in quel momento?), la donna più famosa di Cogne (bella fama, a spese della vita di un innocente) abbia deciso di riempire quel vuoto lasciato per sempre con un altro sorriso, altri piccoli passi sul pavimento macchiato di sangue della villa di Cogne. Con un'altra vita, insomma. Che speriamo non venga falciata un'altra volta dalle mani di un'assassina in libertà, che piange e strepita di fronte ai mass media contro chi ha ucciso suo figlio. Commovente.

15.7.02  

Ho fame. Sì, ma la mia non è proprio fame.. nel senso alimentare del termine; e non si tratta né di fame di soldi o di sesso (anche se mancano entrambi, purtroppo).
È fame di esami. Non so perché, ma nonostante l'impegno ho la sensazione che sono un buonannulla, un deficiente: negli scorsi quadrimestri, a questo punto (10 - 15 giorni dall'inizio della finestra) avevo già fatto due esami, anche tre. Questa volta no.
E a pesare sul mio umore, non proprio roseo, è stato l'incontro, proprio ieri, con Gennaro, il figlio del maresciallo De Simone, compagno di classe alle medie: abbronzantissimo, sorridente, beato lui. Studia ingegneria informatica a Pisa, 4 esami già fatti, ciascuno da 12 crediti: un altro ed è a posto, anzi può permettersi il lusso di quasi due mesi di vacanza. Un'eternità rispetto ai miei 25 crediti, per me arrivare a 48 sarebbe un trionfo, un obiettivo massimo, con Termodinamica impossibile (solo in due su più di settanta sono passati allo scorso scritto) e Analisi due tecnicamente non fattibile per chi, come me, non ha seguito il corso. Ma che lo dico a fare, anzi, vi avrò anche annoiato con i miei soliti discorsi: esami, esami e nient'altro che esami. Potrei dirvi la mia sugli ultimi fatti di cronaca, come il prossimo arrivo dei Savoia in Italia (d'accordo), la quasi "legalizzazione" in Inghilterra della cannabis, considerata al pari di un antidepressivo (non d'accordo), del tentato attentato ieri a Chirac (per me, eccessivo risalto della notizia sui giornali), e così via. Ma il fatto è che questo periodo per me mi assorbe completamente, e l'obiettivo è di fare almeno un esame. Ci riuscirò? Diventerò pazzo? Già lo sono? Le grandi domande dell'uomo a cui non si è data ancora una risposta.

"È vero! ero sempre stato nervoso, molto, molto, spaventosamente nervoso, e lo sono ancora; ma perché volete dire ch'io sono pazzo?" E. A. Poe

13.7.02  
Auguri a Paola Di Ciaccio, 20 anni.

 

Non l'ho mai fatto, probabilmente non lo farò mai: rifiutare un esame è un atto di coraggio, di perfezionismo, rischio e incontentabilità nello stesso tempo.
La notizia a dir poco scioccante è il gesto di Alessio Zappone, il Milhouse dei personaggi del mio sito, che ha rifiutato un ventisei, dico e sottolineo: un ventisei, ad elettrotecnica 1, tra i corsi più difficili del primo anno di Ingegneria. Zappone ha una invidiabile media, il suo voto più basso è un ventotto, ma la sua decisione fa venire la pelle d'oca. Anche i proff. esaminatori rimangono interdetti, così decidono di continuare ad esaminarlo per alzargli il voto. Zappone è deciso, affronta le domande più complesse, alla fine fa firmare lo statino, ha conquistato ventotto. La sua espressione non è delle migliori, forse avrebbe voluto un trenta.
L'atteggiamento di Zappone (che, per carità, non sto qui a condannare), così come quello di altri che rinunciano a voti "bassi" (per loro, ovviamente: molti altri, tra cui il sottoscritto, pagherebbero per averli) per mantenere una media alta è in netto contrasto con la regola non scritta "vai sempre avanti, non rifiutare mai, accetta qualunque voto" quasi un dictat di questo nuovo ordinamento dove bisogna fare anche più di una dozzina di esami all'anno per andare regolari.
Rifiutare un voto significa ripetere un esame, anzi due, lo scritto e l'orale, ritrovare lo stesso prof., che magari è anche un grande str..zo, che si ricorda del tuo gesto e per farti passare, questa volta, ti farà sudare il doppio. Conviene? La mia prof. di italiano si inorgogliva col ribadire che le sue figlie (Giurisprudenza a Roma) rifiutavano il ventisette, io le chiedevo a quale anno fuori corso erano, e lei si ammutoliva.
Perché è (quasi) sempre così: o hai la media del ventinove, o fai un sacco di esami. Anche qui il buonsenso consiglia la strada intermedia.
Comunque fate quello che vi pare: se volete rifiutate, fatelo pure. Ma poi non piangete sul latte versato.

Ma torniamo a noi. Ieri un altro (il secondo) tentativo allo scritto di elettrotecnica 1: sensazione bruttissima, quella di essere bocciati. Anche perché ti eri organizzato a puntino, il giorno tot devo fare questo scritto, poi devo fare l'orale, poi ancora quest'altro scritto.
Tutti i piani all'aria, che depressione. E allora ti affanni per farne due contemporaneamente, di esami. E non riesci a farne nessuno. Baaaastaaaaaaa!!!!!

Hai fatto del tuo meglio e hai fallito. La lezione è: non provare mai. [Homer Simpson]
 
Forse a giorni il ritorno di Banderas, deciso a fare gli esami "da un credito", le idoneità, insomma: diritto dell'unione europea, e principi del disegno tecnico. Si accontenta delle briciole, insomma: ma va bene così, dopotutto è un gran finale per Banderas. E speriamo che venga con la macchina.


10.7.02  
Finalmente sui motori di ricerca, anche il mio sito è stato raggiunto da persone che tutto stavano cercando, forse, tranne di andare sull'IMMENSO blog. A leggere le chiavi di ricerca , "foto di ragazze di Gaeta", "calce rasata", "alla meta si arriva cantando o non ci arriva nessuno" "tuta elasticizzata" "bandana foto", bandiera+blu+terracina", blog anti - berlusconi" cogne amministrazione comunale lezione", lista data della sentenza sul dpr328, pasticcino foto, pornazzo, stampare, cartelloni, il calcio, succubo , venereceleste, foto contadino che zappa, racconti erotici tra padre e figlia.... c'è veramente di tutto, ma del tutto inutile per arrivare fin qui. Un giorno mi divertirò a raccogliere le chiavi di ricerca più strane, un hit - parade delle stramberie.


 
Impegnato per gli esami, che non vanno granché bene (un eufemismo), sto trascurando un po' il blog. E non ho tutti i torti, non ho tanto da scrivere, se non le solite cose: Milhouse che prende 30 a rotta di collo, Haitan che si è comprato la calcolatrice grafica da mezzo milione con tanto di cavo per il collegamento al PC e Dauìd che lo prende in giro, Geppe che si incazza per quello che ho scritto sullo scorso sabato sera e ribadisce che la sua è una bella città (facciamoglielo credere): insomma, niente da dire, solita quotidianità.
"Non nella novità, ma nell'abitudine troviamo i piaceri più grandi" [Raymond Radiguet]



7.7.02  
Targato CE
Trasferta a Scauri, ieri sera, a trovare Geppe, il dottore e il caporale (Gaetano a casa per impegni di studio).
Il paese, vuoto e desolato d'inverno, è un carnaio d'estate, a qualunque ora. Certo, non ci aspettiamo che i turisti siano milanesi o romagnoli: dove ti giri giri si parla napoletano (e c'è anche l'ultima bancarella in Italia dove ancora si sente "tutto a mille lire!", una vera macchina del tempo, una rarità).
E mentre Dauìd, schifato, urla la sua rabbia: "ma dove mi avete portato? È meglio la mia Formia!!", e Geppe esalta la bellezza delle scauresi (proprio mentre sfilano nella lunga passerella del lungomare un gruppo di casertane, decisamente non bellissime, e che appena aprono bocca fanno cadere le braccia). D'estate è cosi, come a Gaeta, forse più di Gaeta, una invasione pacifica di famigliole partenopee, che ci piaccia o no. Ed è vietato lamentarsi, appena pronuncio la parola Caserta il "dottore" mi zittisce: "non sono loro che si adeguano a noi, siamo noi che dobbiamo abituarci a loro".
Che gran voglia di fuggire via. Davvero.

 

Ho visitato qualche blog, ieri: da segnalare Asphalto, che si definisce un sito di dubbia moralità e povero di contenuti, certo, l'autore non è un santarello, gode nel veder i mendicanti allontanarsi mesti e incazzosi dopo aver finto di voler dare loro un'elemosina, lascia i piatti sporchi nel lavandino per cinque giorni lamentandosi poi della formazione di zanzare sulla "fanghiglia". Divertente la storiella (vera) del letto "impestato di merda" dal suo cane: la perla è il post sulla ritenzione idrica, con "attori che sono strafottutamente anoressici e privi di qualsvoglia imperfezione sia all'inizio che alla fine dello spot Vitasnella. L'unica spiegazione plausibile, visti gli effetti miracolosi sull'umore di queste persone dopo aver sorseggiato la bevanda miracolosa, è che la ritenzione idrica è una malattia mentale."

Conclude Dexter - "cos'è un blog? una sorta di diario online . Cosa c'è in 'sto sito? quello che mi passa per la testa giorno dopo giorno. Ma a chi interessa?- Non ne ho idea! io comunque lo faccio poi se piace agli altri tanto meglio. T sembra il modo di ragionare??- va beh, su dai! E' un sito leggero leggero, va preso per quello che è, a me ogni tanto piace affrontare le cose con leggerezza, dovresti provarci anche tu."


6.7.02  

calzini bianchi
I CALZINI BIANCHI E LE COZZE D'INGEGNERIA
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Ingegnere uguale sfigato. Uno stereotipo che abbiamo sentito troppo spesso e dunque proprio loro, anzi proprio noi, gli studenti di Ingegneria si difendono: sul newsgroup it.istruzione.università.ingegneria c'è anche chi lancia "i 10 comandamenti per non essere identificati come sfigati":

1) Non indossare gli ANTIFIGA
Gli antifiga sono i CALZINI BIANCHI CORTI, siano essi di seta, di cotone, di lana piuttosto che da tennis (indossabili solo in presenza di tuta). Nessuna scusa è ammessa a questa regola, non ci sono scarpe sportive che reggono!
Per chi non fosse convinto ricordo la publicità di qualche anno fa del martini (o campari) in cui lui arriva con le rose e il punteggio di lei sale di 20 punti, le apre la portiera e si sale di 50 punti, le versa il vino e sale di 100 punti, le paga la cena e sale di 1000 punti, si spoglia e mostra i calzini bianche e scende a -5000......
Altri ANTIFIGA sono il gilettino di lana sulla camicia (bianca), il pile giallo o arancione fosforescente tipo evidenziatore;

2) Non comprare giornali tipo "Games Machines", sono l'antifiga numero 2.

3) Lavarsi

4) Pettinarsi (anche se si hanno i capelli corti) e chi ha problemi di forfora si lavi i capelli una volta in più...

5) Cambiare vestiti, almeno la parte di sopra, almeno una volta ogni due giorni. Quantomeno indossare sempre vestiti puliti e stirati (dopo due giorni, anche dopo uno, non lo sono più...)

6) Non parlare troppo di computer e MAI di videogames in presenza di ragazze!!

7) Non fare battute del tipo "IF prendo il sole THEN mi abbronzo" oppure, ad un brindisi "Cin Cout!" o battute che richiedano la conoscenza di argomenti ingegneristici, non fanno ridere chi non conosce il riferimento

8) Evitare zaini stracolmi di libri, fanno molto scuola media.....

9) In aula non si portano torte x festeggiare compleanni

10) Scambiare qualche parola con qualche ragazza (anche se non la si conosce) non fa mai male.....

Ma c'è chi è attaccatissimo ai calzini bianchi e li difende, dicendo "sono molto peggio i mocassini, tra l'altro".
C'è chi non dà retta alle regole dette prima e semplicemente consiglia "Sii sempre te stesso, [.] manda a quel paese la timidezza, le idiozie, come le regole da 1 a 10, e vedrai che ti troverai sempre bene. (soprattutto con le donne, a cui piacciono anche i tipi maci e trasandati)"

Altra punto interessante: le ragazze di ingegneria sono brutte ("cozzone micidiali, noiose, secchione" come li definiscono alcuni, ma c'è anche chi confessa "le ragazze + stupide e superficiali che io conosca studiano proprio ingegneria").
Ma per fortuna c'è sempre un eccezione alla regola: entusiasmo a Ingegneria Gestionale o Biomedica " ..tante donne .. tante belle ragazze!.. yuppie! era ora! ", stessa cosa per Ingegneria Civile o Ambiente e Territorio, i corsi più disgraziati sono informatica e meccanica, elettronica (e purtroppo anche il mio telecomunicazioni, come posso confermare: grasse, coi brufoli, col nasone, secche come uno stecchino, pelose, con gli occhiali a fondo di bottiglia, sigh!)
Per fortuna che "c'è il nuovo ordinamento, che, uniformando tutti i corsi fa tutto più scuola superiore".
Sì, come no, come al professionale indirizzo telecomunicazioni: nemmeno una ragazza, confessa Tatore Souvenir. Che brutto mondo questa Ingegneria.
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Dopo la Gaeta - Formia - Maranola - Trivio (salita al 25% di pendenza) - Castellonorato - Penitro - Scauri - Formia - Gaeta, dopo la Gaeta - Formia - Itri - Santuario della Madonna della Civita - Formia - Gaeta, un'altra impresa in bici per me e Dauìd: la Gaeta - Formia - Itri - Fondi - Itri - Formia - Gaeta, 60 km, velocità max. presa 65 km/ ora, bellissima. Speriamo che mi faccia anche dimagrire un po'.


4.7.02  

Pasta e fasori

4 luglio di studio, oggi come l'anno scorso. Esattamente un anno fa affrontavo i fatidici esami orali, ultimo della classe, con Ludik, Valentina Albano e Paola Di Ciaccio spettatori dell'eloquio.
la mia classe
Lo ricordo bene, l'emozione di parlare di fronte a sette prof, con la temibilissima presidente della commissione che stava più fuori l'aula che dentro per il telefonino che squillava continuamente (ogni squillo era una manna dal cielo per noi poveri maturandi); l'esordio era Italiano, come da scaletta prevista dalla tesina. Portavo Ungaretti, non dissi nemmeno una parola su di lui: la commissaria (simpatica, ma comunque uno spauracchio per chi come me in Italiano zoppicava un pò) mi fece una domanda sui neorealisti. Risposta accettabile, per fortuna nessuna analisi del testo; bene anche le altre materie, ma come era prevedibile, "Galletti è l'ultimo e sovraccarico di tensione ma naturalmente dà il meglio di sé in matematica" come scrive Ludik nel suo ultimo "saremo maturi".
Tra i commissari, la più temuta era proprio quella di matematica (inutile spiegare il perché: nella nostra classe sapevamo al massimo fare qualche derivata fratta, tutto il resto era da noi sconosciuto). Già dai primi giorni degli scritti la Paruccini (questo il suo nome) mi aveva inquadrato, in quanto ero quello più preparato in matematica nella classe. Addirittura mi aveva minacciato un'interrogazione durissima: alla fine mi fece calcolare qualche derivata, con accenni di elementi di studio di funzione, oltre alla parte della tesina dedicata alla programmazione lineare e al metodo del simplesso (che credo si faccia ad Analisi matematica 3, se non mi sbaglio).
Alle mie spalle, i tre spettatori ridevano, forse perché rispondevo alle domande troppo velocemente o perché non avevano mai sentito parlare in linguaggio matematico (ricordo che il nostro prof. di matematica NON faceva interrogazioni).
Inutile dire che l'interrogazione di matematica è stato il momento più bello del mio orale. Poi arrivarono le domande di francese e inglese, con riferimento all'independence day americano.
Oggi, dopo un anno, sempre nel giorno della festa americana, blindata per i timori dell'11 settembre, ancora un esame: lo scritto di elettrotecnica 1, docente il preside di facoltà. Un esame che non mi faceva dormire la notte: 800 pagine di esercizi, 4 quadernoni riempiti tra teoria ed esercitazioni, una ventina di compiti degli anni scorsi fotocopiati per le esercitazioni a casa. Numeri complessi, trifasi, trasformatori, induttanze, condensatori, doppi bipoli, n - porta, potenze reattive, suscettanze, fasori.
Come al solito, in trenta o poco più consegnano, su centocinquanta studenti: di questi meno della metà riusciranno a passare agli orali.
Ed io? Io, valigetta in mano e camicia sudata, speriamo che me la cavo: martedì i risultati.


 
Mi è arrivata un'e - mail di Marius, collezionista di euro, abbiamo scambiato euro olandesi con italiani. Era in olandese, incomprensibile per me. Gli ho chiesto di tradurmela in inglese: è morta sua moglie, e invitava di visitare un sito a lei dedicato. Era una e- mail automatica, e si è scusato. Quello che ho potuto fare per scusarmi è un gelido "i'm very sorry for death of your wife. i express you my sympathy": le mie prime condoglianze via posta elettronica, e per giunta in inglese. E speriamo che siano le ultime.


2.7.02  
Il denaro su tutto
Basta, non se ne può più. La tragedia di Cogne si è trasformata in una farsa: il padre del piccolo Samuele, pur di proteggere la moglie assassina di cui è succubo, addirittura mette in mezzo la politica e accusa il sindaco di Cogne in persona.
Il papà del bambino ucciso è un consigliere di opposizione, un consigliere "scomodo", poverino. E quindi, a suo parere, il vecchio sindaco non avrebbe avuto nient'altro da fare che prendersela con un innocente, in 10 minuti, appostandosi per chissà quanto tempo in attesa che la madre accompagnasse il fratellino sull'autobus; inoltre avrebbe trovato anche la porta aperta, guarda che fortuna.
I coniugi Lorenzi si stanno arrampicando sugli specchi, è evidente, ma hanno dalla loro nientepopodimeno che l'avvocato Taormina, nome importante tra i legali italiani, che certo non si muove per quattro soldi.
D'altronde, per loro i problemi economici sono l'ultima preoccupazione: se fossero stati in America, il caso era già chiuso, previo pagamento di una cauzione di qualche centinaio di migliaia di dollari.
Ma in Italia c'è un sistema giudiziario più giusto, vero? E si vede: se fossero stati dei poveracci, la Frazioni sarebbe stata ancora a marcire in galera.
Con un (bel) po' di danaro, invece, si somntatno le accuse e lei diventa una povera martire delle infamie dei giornalisti e dell'opinione pubblica e si tira a sorte per decidere chi è stato l'assassino.
Ma un po' di coscienza, di rimorso, non c'è in questa donna? O il vile danaro si è comprato anche quello, oltre a mangiarsi il rispetto per una piccola vita che non c'è più?


1.7.02  
Il teatrino degli esami

Capelli abbassati, pizzetto eliminato, valigetta: è ripartita la carovana degli esami a io mi adeguo, un po' per esibizionismo, un po' per scaramanzia, un po' perché mi sento più sicuro, con la sceneggiata del "potere della valigetta".
Oggi appello di alfabetizzazione informatica, 3 moduli scritti (sistema operativo, reti di calcolatore e Internet) ed uno pratico (creazione di un database in Access): risultato non proprio come speravo alla vigilia, superati gli scritti, Access non riesco a digerirlo.
Intanto vedo che il sito fa proseliti, grazie anche all'opera di Dauìd che non manca di scrivere alla lavagna di visitarlo. In cambio mi assilla di riportare con fedeltà giornalistica le sue prodezze, come lo scavalcare il cancello dell'università, prendere in giro Haitan (in quello mi diverto anch'io, l'urlo "Gaetà, beato te!!!" si sente fino al capolinea degli autobus) e costringere una povera ragazza a restare sull'autobus per 3 o 4 fermate in più solo perché si metteva in mezzo e non la faceva passare. D'altronde anche questa è università, non solo formule, spiegazioni ed esami.
È bello anche assistere a Trenta e lode che si ritira nell'aula 4 a studiare col suo gruppo di fidati amici e a preparare la strategia per il prossimo appello; Geppe che, ormai diffidato perché sorpreso a scopiazzare, fa confessare il prof. Tortorella "le facevo anch'io queste cose quando ero studente"; Haitan che promette che riuscirà a passare tre appelli consecutivi il 3, 4 e 5 luglio e poi andrà in vacanza, per poi passare la difficile Analisi 2 grazie alla sua super - calcolatrice ultimo modello; Milhouse che snobba questi esamini per studiare elettrotecnica; Zio Fester con il cranio sempre più lucido che si diverte a sfottermi "sei quasi elegante"; Sasà che per farci star zitti abbaia un "Oh! Oh!!!!!" manco stesse a vendere qualcosa al mercato; Peppe Coimbra che si presenta in pantaloncini, orecchini, ciuffo biondo laterale spettinato, barba incolta, piercing e valigetta.
Il teatrino, il solito teatrino di questo strano mondo, ma con un'emozione in più: gli esami.

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