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31.7.02
Per la
serie "a volte ritornano", ieri ho fatto la mia comparsa, dopo
mesi di assenza, nella comitiva di San Paolo, dopo una pizza e
un gelato con Ludik e Paola Di
Ciaccio, entrambi compagni di classe ai tempi della
ragioneria, che non vedevo da parecchio. Si è parlato del più
e del meno, degli esami fatti e non fatti, della vita a Roma o
a Cassino, delle nuove esperienze giornalistiche di Ludik, dei
colleghi "figli di papà" di università di Paola, delle novità
in comitiva, sempre più in basso sia per quantità che
"qualità" dei frequentatori del mio sito e di quello
dell'ormai famoso bloggatore qual'è Ludik..
Ma forse
l'argomento che mi ha destato più curiosità sono stati i
capelli di Ludik: da un anno a questa parte dal taglio
cortissimo che portava siamo arrivati al punto che le orecchie
non si vedono più, un ammasso informe, una zazzera pesante,
chissà che caldo lassotto. Ma lui, Ludik, ogni volta che
qualcuno gli fa notare lo strano nido che ha sopra la fronte,
immediatamente risponde che se li taglierà ("una spuntatina,
al massimo, sennò che me li sono lasciati crescere a fare"):
io azzardo, per scherzo "perché non ti fai i rasta?" e lui
tutto preso dall'argomento, si lascia scappare un "magari",
tra lo sdegno di Michelangelo, simpatizzante di Alleanza
Nazionale, e una mia risata.
Tutto sommato, cambiamenti
caratteriali o fisici dei miei compagni e amici delle
superiori a parte, è stata una bella serata, come sottolineato
dal sms di "ringraziamento" di Paola: un interessante incontro
- scontro tra differenti realtà e strade che stiamo
percorrendo, chi più facilmente, chi più lentamente. È la
vita, cari miei, è la dura vita.
30.7.02
Abitare
all'ultimo piano di un condominio, si sa, ha dei vantaggi
(pochissimi: al momento mi viene in mente il solo fatto di non
avere rumori di passi e spostamenti di sedie o tavoli dei
vicini del piano di sopra) e molti svantaggi.
Fra questi,
uno non poco fastidioso è l'immediata mancanza d'acqua
l'attimo dopo che questa viene a mancare: sono il primo a
capire quando non scorre più nelle tubature e l'ultimo ad
avvertire quando ritorna.
Il fastidio maggiore è ovviamente
d'estate, quando devi condizionare la tua vita a questo
problema: guai a fare sport dopo le 20.00, si rischia di non
fare la doccia.
Ieri sono andato in bici, ovviamente dopo
le cinque e mezza del pomeriggio: se si tiene conto che i miei
allenamenti non sono mai lunghi meno di un paio d'ore, e che
ieri, tra l'incontro a Scauri con Haitan che doveva
restituirmi delle fotocopie e perdite di tempo varie, non era
in programma un ritorno a casa prima delle otto e mezza. Il
fido cellulare squilla, mia madre lancia un ultimatum: o sono
a casa tra cinque minuti o niente doccia. È una parola: in
cinque minuti farsi 10 chilometri è un po' difficile. Ma
niente paura: in extremis, sfruttando ogni preziosa goccia del
liquido vitale, ce l'ho fatta. Ma che stress, però.
28.7.02
TOLLERANZA ZERO
Bene, bene. Vedo che a Gaeta, oltre all'assedio di turisti
c'è anche quello delle forze dell'ordine: uno stuolo di
vigili, carabinieri e polizia a controllare ogni angolo della
spiaggia di Serapo, ad intervenire contro maleducati e
incivili, a multare trasgressori del codice della strada e del
rispetto per gli altri.
Ne avrò visto almeno sei, tra
pattuglie e blocchi stradali nel mio giretto mattutino in
bici, una vista rassicurante, perché contro i casertani
(parola che uso come similitudine di cafone) occorre
tolleranza zero.
"Ma come" potrebbe dire qualcuno "te la
prendi contro i poveri turisti che portano ricchezza e denaro
a Gaeta?". La mia risposta è semplice: primo, io non me la
prendo contro TUTTI i turisti che vengono a Gaeta.
Me la
prendo contro quelli che non rispettano la loro condizione di
ospiti. Perché ospiti significa avere innanzitutto il rispetto
per gli ospitanti. Gridare e tenere la tele a tutto volume
accesa in piena notte, sporcare, parcheggiare in doppia e
terza fila e sulle strisce pedonali, insozzare i muri, rubare
zaini e quant'altro sulla spiaggia, sorpassare a destra e
sulle corsia d'emergenza, fare i furbi cercando di non pagare
il ticket del parcheggio o il biglietto al cinema, prendere
acqua dalle fontane comunali per lavare la macchina nonostante
i divieti, non mi sembra che sia rispettoso del buon gusto e
civile.
Una volta, sull'autobus, sentivo anche un gruppo di
turisti dal chiaro accento bolognese, che bello sentirli,
sarei stato lì ad ascoltarli per ore. Ma la mia immediata
simpatia per queste persone, dalla parlata così diversa dal
napoletano che imperversa dappertutto, si sarebbe mutato in un
altrettanto immediato disprezzo al momento che il gruppo dei
gitanti si fosse messo a fare "cafonate": questo per dire che
non m'importa da dove vengono, l'importante è che si
comportino a dovere.
Secondo e non meno importante: che i
turisti (QUEI turisti) portino ricchezza, è da dimostrare, e
poi la cosa non mi tocca da vicino. Non sono mica il figlio di
Chinappi (il mio panettiere di fiducia, stacanovista non per
passione, ma per denaro), io.
Sulla cafonaggine c'è anche
un simpatico articolo di Chiara Beria di Argentine, su "lo
Specchio de La Stampa":
In aereo da Spalato a Roma,
l'altro giorno con Laura, un'amica, mi domandavo se mai fosse
possibile distribuire ai passeggeri oltre a una bibita un
piccolo manuale di bon ton del vacanziero. Lasciamo perdere i
mal odori che al primo caldo siamo costretti a subire e che
sono solo parzialmente attenuati dalle salviettine profumate
offerte dalle hostess. Subiamo anche con coraggio e pazienza
infinita le conversazioni personali sempre ad alta voce ai
telefoni cellulari tenuti accesi fino al momento del decollo e
subito nevroticamente riattivati appena l'aereo tocca la
pista. Non irritiamoci - si è in vacanza! - se, nonostante i
posti assegnati, ogni volta ai piedi della scaletta si scatena
puntualmente la corsa a chi sale per primo sull'aereo e,
arrivati al nostro posto, si scopre che alla faccia delle
regole gli spazi per il bagaglio a mano sono stati già tutti
occupati dai soliti prepotenti e maleducati con valigie e
pacchi di dimensioni imbarazzanti. Sorridiamo (c'è il calo
delle nascite) ai piccoli viaggiatori urlanti lasciati da
genitori moderni e comprensivi sgambettare su e giù lungo il
corridoio dell'aeromobile quasi fosse il prato di casa. E
incassiamo senza lamentarci le continue ginocchiate del
passeggero seduto dietro di noi che acuiscono il nostro mal di
schiena come una prova di resistenza fisica da superare con
filosofia. Ma il rutto, no. Al terzo sonoro rutto del nostro
vicino di sinistra, Laura e io ci siamo guardate sconfortate.
Non resta che concentrarsi con tecniche para - zen nella
lettura dei giornali: dalla Costa Smeralda foto di feste per
ricconi, "nani e ballerine" privi della minima idea di cosa
sia il buon gusto e di rispetto per chi non si può permettere
il lusso di una vacanza.
Che estate cafona! Allego elenco
di sinonimi utilizzabili per i vostri sgradevoli incontri
estivi: burino, buzzurro, villano, villanzone, zotico,
zoticone.
Riservatezza, eleganza: parole ormai desuete da
dire sottovoce. Per le vostre vacanze vi auguriamo di tenere
questa tonalità.
27.7.02
Non poteva
finire peggio questa terza e ultima finestra dedicata agli
esami: solo sei crediti guadagnati, un solo esame passato.
Ieri trasferta inutile, quindi, in una Cassino un po' meno
afosa del solito. Viaggio di andata con la Punto di Leandro
(presto sul sito tra i personaggi), ex - studente di
ingegneria, ora ad Economia, fresco di un'operazione laser
agli occhi, sembra veramente un'altra persona.
Finalmente
mi hanno dato il libretto, a suggello del mio primo anno
accademico ormai trascorso. Un libretto che per tutto l'anno
ha diviso noi matricole dai "vecchietti" fuori corso o quasi,
un libretto che spaventa: Danila per adesso non lo prende, per
molti (e anche per il sottoscritto) è un triste resoconto di
quello che si poteva fare e non è stato fatto.
Io ci ho
messo volontà, impegno, fatica, ma non è bastato. D'altronde
era impossibile riuscire a terminare in un anno la bellezza di
undici esami, per me che di matematica non ha mai masticato se
non qualche calcoletto che ci assegnavano alla ragioneria: non
posso né lamentarmi, né fare i salti di gioia. Potrei, per
scaricarmi la coscienza gridare al complotto o dire che sono
sfortunato; potrei, per affondare il coltello nella piaga,
dire che sono un deficiente perché tutti sono passati e io
no.
Ma dico semplicemente che è dura, che nulla è dovuto e
quello che si fa richiede sudore e ore di studio maledetto:una
ovvietà che non bisogna mai dimenticare. Adesso mi riposo,
almeno per questi ultimi giorni di luglio, poi mi aspetta
agosto per la preparazione degli esami di Corbo, Tortorella e
Lops. Una manciata di giorni, poco più di una settimana, tra
il 10 e il 20 settembre, e poi rinizierà un nuovo anno. E
speriamo che Dio, questa volta, me la mandi buona.
24.7.02
Ragazzi,
domani c'è Bonolis e Teschio e le loro probabilità..terribile,
gli integrali doppi non li so fare.anzi, se per quello nemmeno
quelli normali....saranno tre ore di sofferenza.altro che Milhouse che ha preso trenta.vorrei avere il suo cervello..e intanto
beato Haitan che domani verbalizza pure Alfabetizzazione Informatica e
passa a 42 crediti.io sono ancora fermo a 31.ma perché sono
così sfortunato?
23.7.02

Insomma, una bella favola di sport e di vita. Un esempio
per i giovani.
Tutta una cazzata, dunque, per Asphalto, l'addio di Cipollini: il re Leone sarebbe, come
molti altri, nient'altro che un dopato. Ma allora, se questa è
la cruda realtà, io voglio credere alle favole. Non la favola
che il ciclismo è quello di una volta, per carità, su questo
nemmeno gli allocchi ci giurano più. Voglio solamente ancora
credere che nella folla di ciclisti che si aiutano con
sostanze proibite, questo noto ciclista, uno dei più grandi
velocisti dei tempi moderni, sia fuori, e che le sue vittorie
siano pulite, o almeno, pseudo - tali. Anche perché, con
Cipollini dopato, non resterebbe da credere più a nulla, dopo
le belle avventure dei grandi del ciclismo allo scorso Giro
d'Italia. Si salvava solo lui: quando i giornalisti gli
facevano domande sul doping e di un possibile suo
coinvolgimento allontanava i microfoni stizzito. Le sue
vittorie allo scorso Giro erano l'unica cosa da ricordare, il
solo motivo per accendere la tivù e sorbirsi la telecronaca di
Bulbarelli e Cassani, veramente.
E invece potrebbe essere
tutto un sogno, bruttissimo sogno rovinato dalla foga di
vincere a tutti i costi, che coinvolgerebbe anche chi ha vinto
di tutto, come Cipollini. Per adesso non voglio dire nulla,
sto tra la gente che crede a quello che i pennivendoli
scrivono .
E poi vedremo se Cipollini tornerà.
21.7.02

SCHUMACHER CAMPIONE DEL MONDO PER LA
QUINTA
VOLTA!!!!
E
bravo Schumacher!!!!
Mi sono
concesso il lusso di andare in spiaggia, oggi, e di
interrompere per qualche ora il faticoso studio per l'ultimo
esame di luglio. A Gianola (Formia) l'acqua era un po'
sporchina, in verità, ma la gioia della sabbia e del mare
della "riviera di Ulisse" mi ha rinfrancato.
Vacanze zero,
fino a questo momento, e non credo che ci sarà occasione di
farle ad agosto: la vacanza, per me, nei bei anni delle medie
e delle superiori, ha significato pensare a tutto tranne che
allo studio, tra sport all'aria aperta, uscite con gli amici e
spiaggia: impossibile se a settembre mi devo preparare per il
fatidico orale di analisi 1 (già, proprio quello, se aspettavo
ancora mi riducevo a farlo con le nuove matricole.) e tentare
lo scritto di analisi due..
Ieri con lo Zio alla mostra di antiquariato di Gaetavecchia (ho comprato
qualche moneta, domani aggiornerò la mia collezione) e poi a
trovare Pasquale, compagno di classe alla ragioneria, che
adesso lavora in una sala scommesse. Zio mi invita a dire un
numero da 1 a 16, per una scommessa sui cavalli : "otto" dico,
senza pensarci troppo. Vince proprio l'otto, ventidue euro e
cinquanta piovuti in tasca (dello Zio, io non ho scommesso,
purtroppo): e poi dicono che porto sfortuna..
20.7.02
Mostra dei
"Cripto - portici" a Formia: io e Dauìd dopo la solita sessantina di chilometri in bici del venerdì
pomeriggio, ci capitiamo per caso, spinti dalla curiosità. La
mostra, degli artisti Agresti e Maggiacomo, è un'esaltazione
dell'angoscia, della fragilità, della paura dell'uomo moderno,
una rivisitazione dell'urlo di Munch, non solo in pittura, ma
anche in scultura. Un po' troppo ingiusto bollare con un "no -
comment" questa esposizione, ricavata all'interno dell'antico
porticato sotto il parco di piazza Vittoria, a Formia: ci sono
dei pezzi interessanti, come il quadro con gli spilli, o il
cubo con quelle espressioni tutte uguali, con quella bocca
spalancata, quegli occhi chiusi, quella sofferenza, il tutto
nella prigionia dell'aridità e della logica della razionalità
della vita, rappresentata per mezzo del cubo stesso.
"Facce uguali?" si chiede Dauìd, che forse avrebbe voluto
un'espressione per ogni faccia. "Un cubo ha sei facce uguali,
da dove lo guardi è sempre lo stesso" sottolinea la ragazza
curatrice della mostra.
Ma, allora, forse, tra il mio
prolisso giudizio da non addetto ai lavori e il suo
provocatorio no - comment, ci starebbe bene il sintetico ma
efficace "Wha!", scritto, a caratteri cubitali da un
meravigliato turista sul libro dei visitatori.
17.7.02
"Approvato
con ventisette": l'urlo del prof. Ventre, alias Sasà, un
personaggione che sembra uscito da una di quelle trasmissioni
della D'Eusanio, pone fine ad uno strazio durato due mesi e
mezzo: elettrotecnica 1. Bocciato al primo appello scritto e
passato al secondo con una smilza sufficienza, mi rifaccio con
un orale di tutto rispetto, risposte velocissime, sicure
dimostrazioni assorbite a dovere dopo un lungo studio
(fondamentale è stato il quaderno dello Zio,
garanzia di successo) durato forse più delle 150 ore
"canoniche" corrispondenti ai sei crediti guadagnati con la
verbalizzazione dell'esame.

Un bizzarro gioco della casualità voleva che il
plurilaureato Guglielmo
Rubinacci, preside di facoltà (foto qui a fianco)
sudatissimo come sempre, chiamasse contemporaneamente, oltre
che il sottoscritto, anche il Gigante, Haitan e Dauìd,
tutti esaminati, nello stesso momento dalla squadra degli
ausiliari di Rubinacci: Sasà, il Pinotismo, il Terribile
Tamburrino e Villone.
Ovviamente a nessuno di noi quattro, a digiuno di esami
dall'inizio di luglio, ci è sfiorata minimamente l'idea di
rifiutare i nostri voti, che, guarda caso, formano una
scaletta, dal 24 di Haitan al mio 27, passando per il Gigante
e Dauìd. Addirittura ai limiti dell'eroicità la prestazione
dello stesso Haitan, un'ora sotto torchio, costretto ad
aspettare il pomeriggio per problemi burocratici, causati da
un incauto Rubinacci; sfortunato invece Zio, passato al primo
appello, sensibilmente più difficile, con un voto più basso.
Ma, alla fine di tutto, euforie o delusioni "vengono
compensate, quando ritorni a casa e fai la somma dei crediti
che hai acquisito", dice Haitan.
Parole sante, davvero.
Ancora
Cogne: la Franzoni, principale indagata (e, diciamolo pure,
colpevole) per l'assassinio di suo figlio, fa l'annuncio shock
al Maurizio Costanzo Show: è incinta. Un Samuele - 2, insomma,
partorisce un figlio per rimpiazzare quello che (ha) è stato
barbaramente ucciso. Ma la cosa più preoccupante non sono i
modi con cui si è diffusa la notizia, ma il fatto che era in
progetto fare un figlio per la madre - assassina nei minuti,
nelle ore immediatamente successive all'omicidio. È come se
(la mia è un'interpretazione dei fatti, ovviamente), resasi
conto del brutale gesto (ma allora era o no lucida, in quel
momento?), la donna più famosa di Cogne (bella fama, a spese
della vita di un innocente) abbia deciso di riempire quel
vuoto lasciato per sempre con un altro sorriso, altri piccoli
passi sul pavimento macchiato di sangue della villa di Cogne.
Con un'altra vita, insomma. Che speriamo non venga falciata
un'altra volta dalle mani di un'assassina in libertà, che
piange e strepita di fronte ai mass media contro chi ha ucciso
suo figlio. Commovente.
15.7.02
"È vero! ero sempre stato nervoso, molto, molto,
spaventosamente nervoso, e lo sono ancora; ma perché volete
dire ch'io sono pazzo?" E. A. Poe
13.7.02
Auguri a
Paola Di Ciaccio, 20 anni.
Ma torniamo a noi. Ieri un altro (il secondo) tentativo
allo scritto di elettrotecnica 1: sensazione bruttissima,
quella di essere bocciati. Anche perché ti eri organizzato a
puntino, il giorno tot devo fare questo scritto, poi devo fare
l'orale, poi ancora quest'altro scritto.
Tutti i piani
all'aria, che depressione. E allora ti affanni per farne due
contemporaneamente, di esami. E non riesci a farne nessuno.
Baaaastaaaaaaa!!!!!
Hai fatto del tuo meglio e hai fallito. La lezione è:
non provare mai. [Homer Simpson]
Forse a
giorni il ritorno di Banderas,
deciso a fare gli esami "da un credito", le idoneità, insomma:
diritto dell'unione europea, e principi del disegno tecnico.
Si accontenta delle briciole, insomma: ma va bene così,
dopotutto è un gran finale per Banderas. E speriamo che venga
con la macchina.
10.7.02
Finalmente
sui motori di ricerca, anche il mio sito è stato raggiunto da
persone che tutto stavano cercando, forse, tranne di andare
sull'IMMENSO blog. A leggere le chiavi di ricerca , "foto di
ragazze di Gaeta", "calce rasata", "alla meta si arriva
cantando o non ci arriva nessuno" "tuta elasticizzata"
"bandana foto", bandiera+blu+terracina", blog anti -
berlusconi" cogne amministrazione comunale lezione", lista
data della sentenza sul dpr328, pasticcino foto, pornazzo,
stampare, cartelloni, il calcio, succubo , venereceleste, foto
contadino che zappa, racconti erotici tra padre e figlia....
c'è veramente di tutto, ma del tutto inutile per arrivare fin
qui. Un giorno mi divertirò a raccogliere le chiavi di ricerca
più strane, un hit - parade delle stramberie.
Impegnato
per gli esami, che non vanno granché bene (un eufemismo), sto
trascurando un po' il blog. E non ho tutti i torti, non ho
tanto da scrivere, se non le solite cose: Milhouse che prende
30 a rotta di collo, Haitan che si è comprato la calcolatrice
grafica da mezzo milione con tanto di cavo per il collegamento
al PC e Dauìd che lo prende in giro, Geppe che si incazza per
quello che ho scritto sullo scorso sabato sera e ribadisce che
la sua è una bella città (facciamoglielo credere): insomma,
niente da dire, solita quotidianità.
"Non nella novità,
ma nell'abitudine troviamo i piaceri più grandi" [Raymond
Radiguet]
7.7.02
Targato
CE
Trasferta a Scauri, ieri sera, a trovare Geppe, il
dottore e il caporale (Gaetano a casa per impegni di
studio).
Il paese, vuoto e desolato d'inverno, è un carnaio
d'estate, a qualunque ora. Certo, non ci aspettiamo che i
turisti siano milanesi o romagnoli: dove ti giri giri si parla
napoletano (e c'è anche l'ultima bancarella in Italia dove
ancora si sente "tutto a mille lire!", una vera macchina del
tempo, una rarità).
E mentre Dauìd, schifato, urla la sua
rabbia: "ma dove mi avete portato? È meglio la mia Formia!!",
e Geppe esalta la bellezza delle scauresi (proprio mentre sfilano
nella lunga passerella del lungomare un gruppo di casertane,
decisamente non bellissime, e che appena aprono bocca fanno
cadere le braccia). D'estate è cosi, come a Gaeta, forse più
di Gaeta, una invasione pacifica di famigliole partenopee, che
ci piaccia o no. Ed è vietato lamentarsi, appena pronuncio la
parola Caserta il "dottore" mi zittisce: "non sono loro che si
adeguano a noi, siamo noi che dobbiamo abituarci a
loro".
Che gran voglia di fuggire via. Davvero.
Conclude Dexter
- "cos'è un blog? una sorta di diario online . Cosa c'è
in 'sto sito? quello che mi passa per la testa giorno dopo
giorno. Ma a chi interessa?- Non ne ho idea! io comunque lo
faccio poi se piace agli altri tanto meglio. T sembra il modo
di ragionare??- va beh, su dai! E' un sito leggero leggero, va
preso per quello che è, a me ogni tanto piace affrontare le
cose con leggerezza, dovresti provarci anche tu."
6.7.02

2) Non comprare giornali tipo "Games Machines", sono
l'antifiga numero 2.
3) Lavarsi
4) Pettinarsi (anche se si hanno i capelli corti) e chi ha
problemi di forfora si lavi i capelli una volta in più...
5) Cambiare vestiti, almeno la parte di sopra, almeno una
volta ogni due giorni. Quantomeno indossare sempre vestiti
puliti e stirati (dopo due giorni, anche dopo uno, non lo
sono più...)
6) Non parlare troppo di computer e MAI di videogames in
presenza di ragazze!!
7) Non fare battute del tipo "IF prendo il sole THEN mi
abbronzo" oppure, ad un brindisi "Cin Cout!" o battute che
richiedano la conoscenza di argomenti ingegneristici, non
fanno ridere chi non conosce il riferimento
8) Evitare zaini stracolmi di libri, fanno molto scuola
media.....
9) In aula non si portano torte x festeggiare compleanni
10) Scambiare qualche parola con qualche ragazza (anche se
non la si conosce) non fa mai male.....
Ma c'è chi è attaccatissimo ai calzini bianchi e li
difende, dicendo "sono molto peggio i mocassini, tra
l'altro".
C'è chi non dà retta alle regole dette prima
e semplicemente consiglia "Sii sempre te stesso, [.] manda
a quel paese la timidezza, le idiozie, come le regole da 1 a
10, e vedrai che ti troverai sempre bene. (soprattutto con le
donne, a cui piacciono anche i tipi maci e
trasandati)"
Altra punto interessante: le ragazze di ingegneria sono
brutte ("cozzone micidiali, noiose, secchione" come
li definiscono alcuni, ma c'è anche chi confessa "le
ragazze + stupide e superficiali che io conosca studiano
proprio ingegneria").
Ma per fortuna c'è sempre un
eccezione alla regola: entusiasmo a Ingegneria Gestionale o
Biomedica " ..tante donne .. tante belle ragazze!.. yuppie!
era ora! ", stessa cosa per Ingegneria Civile o Ambiente e
Territorio, i corsi più disgraziati sono informatica e
meccanica, elettronica (e purtroppo anche il mio
telecomunicazioni, come posso confermare: grasse, coi brufoli,
col nasone, secche come uno stecchino, pelose, con gli
occhiali a fondo di bottiglia, sigh!)
Per fortuna che
"c'è il nuovo ordinamento, che, uniformando tutti i corsi
fa tutto più scuola superiore".
Sì, come no, come al
professionale indirizzo telecomunicazioni: nemmeno una
ragazza, confessa Tatore
Souvenir. Che brutto mondo questa
Ingegneria.
---------------------------------------
Dopo la
Gaeta - Formia - Maranola - Trivio (salita al 25% di pendenza)
- Castellonorato - Penitro - Scauri - Formia - Gaeta, dopo la
Gaeta - Formia - Itri - Santuario della Madonna della Civita -
Formia - Gaeta, un'altra impresa in bici per me e Dauìd: la
Gaeta - Formia - Itri - Fondi - Itri - Formia - Gaeta, 60 km,
velocità max. presa 65 km/ ora, bellissima. Speriamo che mi
faccia anche dimagrire un po'.
4.7.02
4 luglio di studio, oggi come l'anno scorso. Esattamente un
anno fa affrontavo i fatidici esami orali, ultimo della
classe, con Ludik, Valentina Albano e Paola Di Ciaccio
spettatori dell'eloquio.

Lo ricordo bene, l'emozione di parlare
di fronte a sette prof, con la temibilissima presidente della
commissione che stava più fuori l'aula che dentro per il
telefonino che squillava continuamente (ogni squillo era una
manna dal cielo per noi poveri maturandi); l'esordio era
Italiano, come da scaletta prevista dalla tesina. Portavo
Ungaretti, non dissi nemmeno una parola su di lui: la
commissaria (simpatica, ma comunque uno spauracchio per chi
come me in Italiano zoppicava un pò) mi fece una domanda sui
neorealisti. Risposta accettabile, per fortuna nessuna analisi
del testo; bene anche le altre materie, ma come era
prevedibile, "Galletti è l'ultimo e sovraccarico di tensione
ma naturalmente dà il meglio di sé in matematica" come scrive
Ludik nel suo ultimo "saremo
maturi".
Tra i commissari, la più temuta era
proprio quella di matematica (inutile spiegare il perché:
nella nostra classe sapevamo al massimo fare qualche derivata
fratta, tutto il resto era da noi sconosciuto). Già dai primi
giorni degli scritti la Paruccini (questo il suo nome) mi
aveva inquadrato, in quanto ero quello più preparato in
matematica nella classe. Addirittura mi aveva minacciato
un'interrogazione durissima: alla fine mi fece calcolare
qualche derivata, con accenni di elementi di studio di
funzione, oltre alla parte della tesina dedicata alla
programmazione lineare e al metodo del simplesso (che credo si
faccia ad Analisi matematica 3, se non mi sbaglio).
Alle
mie spalle, i tre spettatori ridevano, forse perché rispondevo
alle domande troppo velocemente o perché non avevano mai
sentito parlare in linguaggio matematico (ricordo che il
nostro prof. di matematica NON faceva
interrogazioni).
Inutile dire che l'interrogazione di
matematica è stato il momento più bello del mio orale. Poi
arrivarono le domande di francese e inglese, con riferimento
all'independence day americano.
Oggi, dopo un anno, sempre
nel giorno della festa americana, blindata per i timori
dell'11 settembre, ancora un esame: lo scritto di
elettrotecnica 1, docente il preside di facoltà. Un esame che
non mi faceva dormire la notte: 800 pagine di esercizi, 4
quadernoni riempiti tra teoria ed esercitazioni, una ventina
di compiti degli anni scorsi fotocopiati per le esercitazioni
a casa. Numeri complessi, trifasi, trasformatori, induttanze,
condensatori, doppi bipoli, n - porta, potenze reattive,
suscettanze, fasori.
Come al solito, in trenta o poco più
consegnano, su centocinquanta studenti: di questi meno della
metà riusciranno a passare agli orali.
Ed io? Io,
valigetta in mano e camicia sudata, speriamo che me la cavo:
martedì i risultati.
Mi è
arrivata un'e - mail di Marius, collezionista di euro, abbiamo
scambiato euro olandesi con italiani. Era in olandese,
incomprensibile per me. Gli ho chiesto di tradurmela in
inglese: è morta sua moglie, e invitava di visitare un sito a
lei dedicato. Era una e- mail automatica, e si è scusato.
Quello che ho potuto fare per scusarmi è un gelido "i'm very
sorry for death of your wife. i express you my sympathy": le
mie prime condoglianze via posta elettronica, e per giunta in
inglese. E speriamo che siano le ultime.
2.7.02
Il
denaro su tutto
Basta, non se ne può più. La tragedia
di Cogne si è trasformata in una farsa: il padre del piccolo
Samuele, pur di proteggere la moglie assassina di cui è
succubo, addirittura mette in mezzo la politica e accusa il
sindaco di Cogne in persona.
Il papà del bambino ucciso è
un consigliere di opposizione, un consigliere "scomodo",
poverino. E quindi, a suo parere, il vecchio sindaco non
avrebbe avuto nient'altro da fare che prendersela con un
innocente, in 10 minuti, appostandosi per chissà quanto tempo
in attesa che la madre accompagnasse il fratellino
sull'autobus; inoltre avrebbe trovato anche la porta aperta,
guarda che fortuna.
I coniugi Lorenzi si stanno
arrampicando sugli specchi, è evidente, ma hanno dalla loro
nientepopodimeno che l'avvocato Taormina, nome importante tra
i legali italiani, che certo non si muove per quattro soldi.
D'altronde, per loro i problemi economici sono l'ultima
preoccupazione: se fossero stati in America, il caso era già
chiuso, previo pagamento di una cauzione di qualche centinaio
di migliaia di dollari.
Ma in Italia c'è un sistema
giudiziario più giusto, vero? E si vede: se fossero stati dei
poveracci, la Frazioni sarebbe stata ancora a marcire in
galera.
Con un (bel) po' di danaro, invece, si somntatno
le accuse e lei diventa una povera martire delle infamie dei
giornalisti e dell'opinione pubblica e si tira a sorte per
decidere chi è stato l'assassino.
Ma un po' di coscienza,
di rimorso, non c'è in questa donna? O il vile danaro si è
comprato anche quello, oltre a mangiarsi il rispetto per una
piccola vita che non c'è più?
1.7.02
Il
teatrino degli esami
Capelli abbassati, pizzetto eliminato, valigetta: è
ripartita la carovana degli esami a io mi adeguo, un po' per
esibizionismo, un po' per scaramanzia, un po' perché mi sento
più sicuro, con la sceneggiata del "potere della
valigetta".
Oggi appello di alfabetizzazione informatica, 3
moduli scritti (sistema operativo, reti di calcolatore e
Internet) ed uno pratico (creazione di un database in Access):
risultato non proprio come speravo alla vigilia, superati gli
scritti, Access non riesco a digerirlo.
Intanto vedo che il
sito fa proseliti, grazie anche all'opera di Dauìd che
non manca di scrivere alla lavagna di visitarlo. In cambio mi
assilla di riportare con fedeltà giornalistica le sue
prodezze, come lo scavalcare il cancello dell'università,
prendere in giro Haitan (in quello mi diverto anch'io, l'urlo "Gaetà, beato te!!!" si
sente fino al capolinea degli autobus) e costringere una
povera ragazza a restare sull'autobus per 3 o 4 fermate in più
solo perché si metteva in mezzo e non la faceva passare.
D'altronde anche questa è università, non solo formule,
spiegazioni ed esami.
È bello anche assistere a Trenta e
lode che si ritira nell'aula 4 a studiare col suo gruppo di
fidati amici e a preparare la strategia per il prossimo
appello; Geppe che, ormai diffidato perché sorpreso a scopiazzare, fa
confessare il prof. Tortorella "le facevo anch'io queste cose
quando ero studente"; Haitan che promette che riuscirà a passare tre appelli consecutivi il
3, 4 e 5 luglio e poi andrà in vacanza, per poi passare la
difficile Analisi 2 grazie alla sua super - calcolatrice
ultimo modello; Milhouse che snobba questi esamini per studiare elettrotecnica; Zio
Fester con il cranio sempre più lucido che si diverte a
sfottermi "sei quasi elegante"; Sasà che per farci star zitti
abbaia un "Oh! Oh!!!!!" manco stesse a vendere qualcosa al
mercato; Peppe Coimbra che si presenta in pantaloncini,
orecchini, ciuffo biondo laterale spettinato, barba incolta,
piercing e valigetta.
Il teatrino, il solito teatrino di
questo strano mondo, ma con un'emozione in più: gli esami.
